Il rapporto annuale sui rifiuti dell’Ispra

Il numero dei comuni che ad oggi applicano la tariffa [Ti] è pari a 1.197 [14,8% del totale] che in termini di popolazione corrisponde a circa il 29%.In media la spesa per la gestione del servizio di igiene urbana è cresciuta del 2,8% rispetto al 2006, con una ripartizione dei costi che vede il 46%

Carta.org • 29 apr 10 • Ambiente, Territorio e Beni comuni • 416 Viste • Nessun commento

Il numero dei comuni che ad oggi applicano la tariffa [Ti] è pari a 1.197 [14,8% del totale] che in termini di popolazione corrisponde a circa il 29%.In media la spesa per la gestione del servizio di igiene urbana è cresciuta del 2,8% rispetto al 2006, con una ripartizione dei costi che vede il 46% dedicato alla gestione dei rifiuti indifferenziati, il 19,1% alla gestione delle raccolte differenziate, il 15% allo spazzamento e lavaggio delle strade e la rimanente percentuale ai costi generali del servizio.Riguardo ai costi di gestione i dati si riferiscono al 2007 quando si è registrato una media di 131,5 euro procapite con variazioni che riguardano i comuni con più di 50 mila abitanti [circa 152 euro pro capite] e in quelli al di sotto dei 5 mila abitanti [circa 96 euro a persona]. La quota avviata ad incenerimento tra rifiuti urbani e Cdr è pari a 4,1 milioni di tonnellate [il 12,7% degli Rsu prodotti], in 49 impianti, dei quali 28 sono al Nord. In 45 dei 49 impianti operativi si attua il recupero energetico, e nel 2008 si sono prodotti circa 3,1 milioni di MWhe di energia elettrica e 937 MWht di energia termica.
Tra le operazioni di gestione post raccolta, è aumentata la quota di compostaggio dei rifiuti da matrici selezionate, che ha riguardato circa 2,7 milioni di tonnellate di Rsu [+12% rispetto al 2007], così come sono aumentati gli impianti realizzati che diventano 229 operativi nel 2008 [154 nelle regioni del Nord, 38 al Centro e 37 al Sud]. Un trend costante di aumento riguarda anche la digestione anaerobica, che tra il 2007 e il 2008 raddoppia le quantità  trattate, che passano quindi da 231 mila a 439 mila tonnellate.Rimane la Lombardia, la regione che fa meno ricorso a questo sistema di smaltimento e che anzi riduce la quota del 14% avviato a discarica sul totale prodotto, così come la Sardegna, dove lo smaltimento in discarica passa al 52% [era il dal 58% nel 2007].
La gestione dei rifiuti urbani non riserva molte novità  in questo rapporto: la discarica si conferma la forma più diffusa di smaltimento dei rifiuti urbani, nonostante sia l’opzione meno adeguata dal punto di vista ambientale. Sono 16 i milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 45% circa di quelli complessivamente gestiti, che sono stati conferiti in discarica, con una lieve flessione rispetto al 2007 [ -930 mila tonnellate, pari al -5,5%] imputabile soprattutto alle regioni del Sud [ -9%] e del Nord [ – 7%] mentre al contrario in quelle del Centro, la quota avviata in discarica è aumentata di 75 mila tonnellate [+1,5%].Continua a crescere anche la percentuale media di raccolta differenziata, che raggiunge il 30,6% [era al 27,5% circa] senza però raggiungere l’obiettivo che la normativa fissava per il 31 dicembre 2008 al 45%. Obiettivo che viene raggiunto nella macroarea geografica del Nord al 45,5%, mentre il Centro, con il 22,9% ed il Sud, con il 14,7%, risultano ancora decisamente lontani.
Anche se in queste due macroaree si rilevano le buone performance di Toscana [33,6%] e Sardegna [34,7%].La Toscana non cambia invece il suo trend e mantiene una produzione procapite di oltre 686 kg per abitante per anno, seguita a ruota dall’Emilia Romagna [680 kg] e dall’Umbria [613 kg]. I valori di produzione pro capite più bassi si riscontrano in quattro regioni del Sud: Basilicata [386 kg/abitante per anno], Molise [420 kg/abitante per anno], Calabria [459 kg/abitante per anno] e Campania [468 kg/abitante per anno].La crisi economica sembra avere i suoi effetti anche sulla produzione dei rifiuti. Secondo i dati del rapporto rifiuti urbani dell’Ispra, presentato oggi [28 aprile ndr.] a Roma, per la prima volta [ad eccezione del nord del paese] si registra un segnale in controtendenza rispetto all’anno precedente, dato che nel 2008 sono stati prodotti poco meno di 32,5 milioni di tonnellate con una leggera contrazione [-0,2%] rispetto al 2007.
Stessa contrazione anche per la produzione pro capite, che si attesta a 541 kg/abitante per anno [erano 546] e che fa seguito al calo già  riscontrato tra il 2006 ed il 2007. Ma il fenomeno in questo caso è legato non solo alla riduzione dei consumi [peraltro la crisi in Italia si è sentita soprattutto nel corso del 2009 e solo marginalmente negli ultimi mesi del 2008], ma anche ad un aumento della popolazione residente, che ha fatto crescere il denominatore e quindi diminuire il valore pro capite di produzione dei rifiuti.

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