1400 prigionieri delle FARC in sciopero della fame, reclamano libertà

Sono trascorsi sei mesi da quando è stata approvata la Legge 1820 del 2016 che stabilisce le disposizioni su amnistia, indulto e procedimenti penali speciali per gli ex combattenti della guerriglia

GR • 7/7/2017 • Talking Peace • 210 Viste

Sono trascorsi sei mesi da quando è stata approvata la Legge 1820 del 2016 che stabilisce le disposizioni su amnistia, indulto e procedimenti penali speciali per gli ex combattenti della guerriglia che rispetta quanto accordato. Tuttavia, la giustizia continua ad essere lenta nel suo procedere e, nonostante il 17 febbraio scorso il Presidente della Repubblica abbia promulgato il Decreto 277 per rafforzare la Legge di Amnistia, migliaia di membri delle FARC continuano a rimanere in carcere.

L’Accordo di Pace è in vigore e le FARC hanno rispettato quanto accordato. Il Governo Nazionale invece rimane insolvente in vari punti degli accordi. Per questo gli ex guerriglieri, organizzazioni sociali e osservatori si sono pronunciati esigendo al Governo Nazionale il rispetto degli accordi.

Tra il 25 e il 26 giugno centinaia di prigionieri politici delle FARC hanno iniziato uno sciopero della fame che entra oggi, giovedì 6 luglio, nell’undicesimo giorno. In un primo momento sono stati 97 prigionieri politici nel carcere di San Isidro, nel Popayan, a dichiararsi in sciopero della fame indefinito per reclamare la loro scarcerazione e così pretendere che si rispettino la Legge 1820 e il Decreto 277.

La rivendicazione è stata fatta propria da molti altri membri della guerriglia che si trovano ancora in carcere. In solidarietà con i detenuti, Jesus Santrich, membro del Segretariato delle FARC e per la guerriglia membro del Comitato di Accompagnamento, Monitoraggio e Verifica dell’Implementazione, si è dichiarato in sciopero della fame.

In questi ultimi giorni moltissimi sono stati i pronunciamenti da parte di diversi settori sociali.

Ciononostante lo Stato non ha garantito il diritto dei prigionieri in sciopero della fame ad essere seguiti a livello medico. Non c’è stata alcuna attenzione medica, né un adeguato monitoraggio della loro condizione di salute. Al contrario i detenuti sono stati minacciati di isolamento nelle carceri, cosa che è stata denunciata da Santrich che ha a cuore questa causa.

Oggi oltre 1400 detenuti sono in sciopero della fame: in totale sono circa 2600 i prigionieri che devono uscire dal carcere grazie all’amnistia e l’indulto. Membri delle FARC nelle Zone Transitorie, comunità religiose, singoli cittadini, si sono uniti a questa iniziativa che chiede il rispetto degli impegni presi e la liberazione di questi cittadini.

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