Riprende la consulenza on-line di Diritti Globali
L ’Avv. Angela Di Pisa si occupa di diritto civile-commerciale
(assistenza alle imprese), del lavoro, diritto di previdenza (invalidità
e indennità accompagnamento), diritto dei consumatori (viaggi, contratti
a distanza, telefonia, utenze, usura, banche, ecc..), diritto sanitario
(responsabilità medica), diritto di famiglia (separazioni,divorzi,
affidamenti e amministratore di sostegno). Risponderà gratuitamente a
quesiti inerenti le materie sopra indicate. Poiché è prevista una sola
risposta, è necessario compilare il modulo con domande sintetiche
ma chiare e complete. Per approfondimenti o vere e proprie cause civili
o di lavoro, è invece possibile rivolgersi al suo studio (Studio MSDA,
corso Monforte 43, Milano). Per inoltrare un quesito clicca quì.
E' uscito il Rapporto sui diritti globali 2009
E' in libreria il nuovo Rapporto sulla globalizzazione e sui diritti
Lettere, Interventi, Appelli, Comunicati
Pubblichiamo qui lettere, interventi, appelli, comunicati di associazioni. Per inviare materiali e comunicati scrivere a: segnalazioni@dirittiglobali.it. Ogni responsabilità degli scritti è degli autori. Il sito si limita a ospitarli
Agenda appuntamenti
Eventi, dibattiti, presentazioni, iniziative, manifestazioni, convegni. Le segnalazioni possono essere inoltrate in formato testo a: segnalazioni@dirittiglobali.it
Segnalazioni editoriali
Libri, riviste, schede, recensioni, eventi editoriali. I testi per recensione e segnalazione possono essere spediti a: Associazione SocietàINformazione Onlus, piazza San Fedele 4, 20121 Milano
Sostieni il sito con il 5 per mille: indicando nella dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale: 97302510157
I servizi che offre questo sito sono gratuiti, tutto il lavoro è volontario. Puoi sostenerlo devolvendo il 5 per mille, indicando sulla dichiarazione dei redditi, nell'apposito spazio, il nostro codice fiscale: 97302510157
L'AFRICA CHIAMA - LETTERA DALLA MISSIONE MOZAMBICO
Fra Antonio Triggiante scrive e invita
Casilino 700, diaspora senza fine: sgombero anche all’ex fabbrica Heineken
Agenti di polizia e operatori del comune fanno uscire le famiglie di rom rumeni che abitavano nel Casilino 700. Simonetta Salacone, preside dell’Iqbal Masih: “Ora dove andranno i nostri scolari?”
ROMA - Dalla fabbrica Heineken dismessa occupata per una notte alle strade del quartiere Centocelle – Gordiani. E’ in atto l’esodo delle famiglie di rom rumeni sgomberate ieri mattina dalle baracche all’interno del parco di Centocelle. Da alcune ore gli agenti di polizia stanno procedendo allo sgombero dell’ex stabilimento di birra. Sul posto sono presenti anche gli operatori della Sala di servizio sociale del Comune di Roma. E’ stato invece vietato l’accesso all’associazione Popica che teneva i contatti tra la comunità di circa 500 rom e le scuole del territorio. Gli agenti della polizia presidiano l’accesso a via dei Gordiani, dove si trova l’ex fabbrica, vietando l’ingresso a giornalisti e mediatori. Agli sgomberati viene offerto, come al momento della distruzione del campo, il rimpatrio assistito per tutti oppure l’accoglienza in comunità per le sole donne e i bambini. All’ingresso dello stabilimento è stato portato anche un autobus dell’Atac per trasportare chi dovesse accettare questa seconda soluzione. Ma sono molte le famiglie che non accettano di dividersi e alla spicciolata stanno uscendo a piedi, portandosi a spalla valigie e pacchi con i loro averi.
Le operazioni procedono lentamente perché gli operatori del Comune stanno effettuando un censimento dei nuclei familiari. All’ingresso della via, davanti al cordone dei poliziotti ci sono alcune insegnanti della scuola Iqbal Masih dove studiavano 20 bambini del campo Casilino 700, che già nella giornata di ieri avevano prestato soccorso ai propri scolari sgomberati. C’è anche la preside della scuola, Simonetta Salacone, che ha portato ai poliziotti un messaggio da parte di un padre preoccupato per la moglie e i figli ancora all’interno dello stabilimento. “Questa comunità di rumeni è la più attenta alla scolarizzazione che abbiamo mai avuto (all’Iqbal Masih frequentano in tutto 63 bimbi rom provenienti anche dai campi Gordiani e Casilino 900) – dice la preside – sono bambini pulitissimi e costanti a scuola, i genitori facevano un grandissimo sforzo nonostante vivessero nelle baracche. Non rubano, riciclano i materiali che trovano nei cassonetti. A scuola non mancano mai e hanno piacere di stare tra i banchi. Sono come i nosti immigrati meridionali di cinquant’anni fa che si spostavano per sfuggire alla povertà e vivevano nelle baraccopoli”. La preside è molto critica con le operazioni di sgombero senza una nuova sistemazione. “Sembra la tela di Penelope, le istituzioni tessono e poi disfano. La scolarizzazione non serve se poi non c’è una politica di accoglienza – conclude la preside - Sono qui perché è mio dovere capire dove andranno a finire questi bambini per adempiere all’obbligo scolastico”. Il rischio è che centinaia di rom si disperdano sul territorio. Questo vanifica il lavoro di integrazione messo in atto dai docenti. Le maestre parlano anche di ‘traumi’ per gli altri bambini in classe difronte all’imrovvisa scomparsa dei compagni. “Ricomincia la diaspora di queste famiglie, così si moltiplica il problema – dice il vice-presidente del VI municipio Antonio Vannisanti - Non è un’operazione di sicurezza, è un’azione di ordine pubblico espressione di odio sociale verso i quartieri di periferia”. Leonardo Rinaldi, segretario del circolo Anpi di Centocelle parla di ‘ipocrisia’ del sindaco Gianni Alemanno: “con queste operazioni si vede qual è la politica di integrazione della giunta. Proprio oggi a piazza Vittorio il sindaco accoglie l’iniziativa internazionale della marcia della pace”. Una nota di Luciano Chiolli, coordinatore Pd del VI municipio, afferma: “Si fanno intervenire polizia, guardia di finanza, forestali, ruspe, un ingente spiegamento di forze per distruggere abitazioni fatiscenti, ma senza aver previsto una soluzione, neanche una assistenza minima a cui ha invece provveduto il municipio e le scuole del circondario.Come 5 mesi fa, quando il Sindaco Alemanno aveva preso un impegno preciso. Lo stabile fu liberato spontaneamente, senza l’intervento delle forze dell’ordine, con la promessa solenne di istituire un tavolo di confronto,per ricercare soluzioni certe, in cui fossero garantite legalità ed assistenza sanitaria e sociale. In questi mesi non è stato fatto niente”. (rc)
© Copyright Redattore Sociale
Commenti (0)
Invia il tuo commento
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
