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L'AFRICA CHIAMA - LETTERA DALLA MISSIONE MOZAMBICO
Fra Antonio Triggiante scrive e invita
"La tolleranza zero non si fermi davanti ai cancelli delle fabbriche"
Antonio Boccuzzi, deputato Pd ed ex operaio Thyssen, contesta la riforma delle norme sulla sicurezza
(
"Non accetteremo
arretramenti nella tutela della salute sui luoghi di lavoro"
PAOLO GRISERI
TORINO - Una reazione nelle fabbriche contro «il tentativo di
rendere più facile aggirare le leggi sulla sicurezza». Antonio Boccuzzi, ex operaio Thyssen, oggi deputato del Pd, si
porterà addosso tutta la vita il dramma delle morti in fabbrica. Alle proposte
di Sacconi risponde: «Ci dovrebbe
essere una forte protesta del sindacato e dei lavoratori».
Onorevole Boccuzzi, come commenta la proposta del ministro?
«Io penso che l´attuale testo sulla sicurezza sul lavoro sia
equilibrato e non punitivo nei confronti delle aziende. Ritengo dunque che
sarebbe più saggio provare ad applicare la legge che c´è e poi verificare in un
secondo tempo se ci sono delle lacune da colmare o dei difetti da superare».
Il ministro dice che il centrosinistra ha previsto uno
«sproporzionato aumento delle sanzioni per le imprese». Che cosa gli risponde?
«Gli rispondo che la tutela della salute dei lavoratori è un
bene primario da difendere. Ho considerato inaccettabili i giudizi che sulla
legge per la sicurezza nei luoghi di lavoro hanno dato Luca di Montezemolo e,
più recentemente, Emma Marcegaglia. Oggi il governo di centrodestra segue la
stessa linea».
Che cosa c´è di inaccettabile?
«La sproporzione tra i toni usati quando si parla di
sicurezza dei cittadini nei quartieri delle grandi città e quando invece si
parla di sicurezza, per gli stessi cittadini, sui luoghi di lavoro. Non lo dico
io, lo dicono gli operai che incontro in tutta Italia, i responsabili della sicurezza
nelle fabbriche. Una sproporzione che non ha senso. La tolleranza zero sulla
sicurezza non si può fermare ai cancelli delle aziende. Quando ci sono le
tragedie, tutti si dicono scandalizzati e si dichiarano disposti a fare ogni
sforzo per evitare che si ripetano. Quando invece passa un po´ di tempo, allora
si scopre che la sicurezza costa e che bisogna ridurre le sanzioni».
Come vi comporterete in Parlamento?
«Non accetteremo arretramenti nella tutela della salute sui luoghi di lavoro. E credo che anche nelle fabbriche i lavoratori e i sindacati dovrebbero reagire al tentativo di ridurre le pene per le aziende che non rispettano le norme».
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