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L'AFRICA CHIAMA - LETTERA DALLA MISSIONE MOZAMBICO Fra Antonio Triggiante scrive e invita





www.dirittiglobali.it - NEWS (Diritti consumatori, stili di vita e di consumo)
06 - 09 - 2008


La truffa del formaggio polemica sul ministero: i controlli hanno fallito

I consumatori: "In galera i banditi della tavola"

 

(la Repubblica, sabato 6 settembre 2008)

 



 

Il sottosegretario Martini: avariati ma non nocivi. Le aziende coinvolte: non c´entriamo

 

PAOLO BERIZZI

 


 

PIACENZA - Richieste di risarcimento, garanzie sulla salute. E pene severe per i responsabili dello scandalo. Associazioni dei consumatori all´attacco dopo la truffa del formaggio grattugiato denunciata ieri da Repubblica. La linea alla quale si fa appello, e con loro Coldiretti, è quella della tolleranza zero. I banditi della tavola «devono finire in carcere». Così Federconsumatori e Codacons. Le associazioni (c´è anche La Grande Famiglia), annunciano di volersi costituire parte civile nei processi contro quelle aziende che - stando all´inchiesta che le Procure di Cremona e Piacenza hanno affidato alla Guardia di Finanza - hanno «realizzato prodotti lattiero caseari con scarti, merce scaduta o avariata, vermi ed escrementi di topo». Dalla Delia di Monticelli D´Ongina, l´ultima azienda "riciclona" finita nel mirino degli investigatori, parla l´amministratore unico Francesco Marinosci, ex comandante della stazione dei carabinieri di Casalbuttano, nel cremonese, denunciato assieme al proprietario della società Alberto Aiani e a altre due persone: «Mi presenterò dal magistrato (il pm Antonio Colonna). Qui si lavora, e abbiamo già avuto 54 controlli». Già, peccato che i controlli fossero affidati a un veterinario dell´Asl di Piacenza (sede di Fiorenzuola), Luciano Dall´Olio, denunciato per falso e abuso d´ufficio. E che negli uffici della Delia i finanzieri abbiano trovato i timbri dello stesso servizio veterinario dell´Asl (l´azienda sanitaria si dice all´oscuro della vicenda e informa che da settembre 2007 Dall´Olio non è più addetto alla vigilanza dei prodotti caseari). Quando gli si chiede delle 90 tonnellate di formaggio avariato sequestrato dalle fiamme gialle, Marinosci taglia corto: «Non ho niente da dire».

Sempre sul fronte-reazioni, mentre il sottosegretario alla Salute Francesca Martini precisa che «l´immissione sul mercato di partite di formaggio avariato, pur essendo un fatto molto grave, non comporta un pericolo per la salute», la deputata radicale del Pd Elisabetta Zamparutti ha presentato un´interrogazione parlamentare: «Mi chiedo cosa abbia fatto finora l´Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari». Negli atti dell´inchiesta sui formaggi avariati compaiono marchi importanti dell´industria lattiero-casearia. Citati tra i clienti e/o tra i fornitori delle aziende "riciclone". Galbani, Granarolo, Ferrari e Biraghi dichiarano di essere estranei allo scandalo alimentare.



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