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21 - 10 - 2008


“Ai petrolieri 330 milioni in più anche con i ribassi della benzina”

Nomisma: greggio a picco, ma annullato l´effetto della Robin Tax

 

(la Repubblica, martedì, 21 ottobre 2008)

 

 

 

 

LUCA IEZZI

 




ROMA - Le compagnie petrolifere da metà luglio hanno ritardato il calo dei prezzi di benzina a gasolio rispetto a quello del petrolio, hanno incassato circa 330 milioni di euro extra e si sono così ripagati la Robin Tax imposta del governo.

Il meccanismo lo spiega Davide Tabarelli presidente di Nomisma Energia: «Le aziende guadagnano molto di più con i prezzi del petrolio in discesa, vale per chi opera nella raffinazione e soprattutto per chi possiede le catene dei distributori: il prezzo industriale diminuisce molto più velocemente di quello alla pompa e quindi aumenta il margine di guadagno. Nessuno se ne accorge perché comunque il trend è in discesa, mentre quando sale è più difficile difendere i margini perché gli aumenti fanno notizia. In questo modo hanno più che compensato il maggior peso fiscale imposto nel corso del 2008».

Nomisma ogni settimana verifica quale sarebbe il prezzo "ottimale" aggiungendo al costo industriale praticato a livello internazionale, le tasse (accise e Iva) e un margine "medio" che le compagnie aggiungono per pagare le altre spese (distribuzione, punto vendita, marketing) e realizzare un guadagno. Da quattro mesi questo prezzo "ottimale" è sistematicamente inferiore a quello reale di 3-5 centesimi: significa che le compagnie guadagnano molto di più sul singolo litro di carburante di quanto hanno fatto negli ultimi quattro anni.

La settimana scorsa si è raggiunto il record annuale: il prezzo medio della benzina era di 1,35 euro, quello del gasolio 1,25. Su ogni litro il margine era di 20,19 centesimi per la benzina e 17,61 per il gasolio, ben 6,7 e 4 centesimi in più rispetto al margine medio degli ultimi quattro anni (intorno a 13,5 per entrambi i prodotti). Per gli automobilisti, vista l´incidenza dell´Iva, la differenza di prezzo è di 8 centesimi per la benzina e 5 per il gasolio. Su un pieno significano 4-5 euro in più per chi usa la senza piombo e la metà per chi va a gasolio.

Questa settimana, il prezzo dovrebbe scendere ulteriormente (intorno a 1,31 per la benzina) e quindi quell´extra margine dovrebbe scendere di 2-3 centesimi, ma nel frattempo le compagnie hanno già ribaltato la contrazione patita nella prima metà dell´anno quando il prezzo industriale correva così tanto che tenere i margini avrebbe significato alzare troppo i prezzi finali.

A parziale difesa dei petrolieri c´è da dire che la volatilità sperimentata dal prezzo del petrolio nel 2008 non ha precedenti, sia nella corsa fino a 147 dollari tanto nella discesa di questi mesi (74 dollari ieri). Sarebbe stato difficile, se non impossibile, aggiornare i listini in perfetta "sincronia" con la materia prima, tanto più che nell´ambiente c´è la convinzione che presto il prezzo tornerà presto tra quota 80-90 dollari. Certo è che questa impossibilità è diventata in un´ulteriore fonte di guadagno, sottraendo almeno in parte ai consumatori uno dei pochi effetti benefici della crisi, il calo del prezzo delle materie prime energetiche.

Federconsumatori aveva stimato la settimana scorsa che una speculazione di circa 4 centesimi al litro era pari ad un maggior esborso, per ogni automobilista, di 48 euro all´anno.



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