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L'AFRICA CHIAMA - LETTERA DALLA MISSIONE MOZAMBICO
Fra Antonio Triggiante scrive e invita
"La Class action deve essere retroattiva"
Antitrust al governo: norma necessaria e urgente, non può valere solo da luglio 2008
(la Repubblica,
domenica, 14 dicembre 2008)
Catricalà: entrata in
vigore rinviata per migliorarla, ma non vorrei fosse stata un´esca
ALDO FONTANAROSA
ROMA - «I diritti sono diritti, fino a quando vanno in prescrizione». Antonio Catricalà, presidente Antitrust
e garante della concorrenza, ricorda questo elementare principio al governo Berlusconi. Motivo del contendere è la
class action, che permette ai consumatori di unirsi e di avviare una causa
collettiva in difesa delle loro ragioni. Il governo vuole che questo strumento
venga usato, certo, ma solo per i torti subiti dopo il primo luglio 2008.
Sbarramento che il garante Catricalà ora contesta.
«Vediamo che la class action continua a soffrire - brontola Catricalà - e se soffre, allora soffriamo anche noi». Io stesso - continua - avevo lavorato perché il governo e il Parlamento studiassero meglio il meccanismo della class action (introdotto dall´ultima Finanziaria del governo Prodi e mai applicato). «Ma ora», aggiunge Catricalà, «temo che abbiamo abboccato ad un´esca». Il governo, insomma, avrebbe rinviato l´approvazione della causa collettiva solo per depotenziarla, per impoverirla. Se davvero venisse introdotto lo sbarramento del primo luglio 2008, non potrebbero allearsi in una class action i consumatori umiliati dai casi Cirio, Parmalat o dei titoli di Stato argentini.
Con lo sguardo alla politica, Catricalà nota che «l´unica vera novità è questa storia del luglio 2008. Ma perché mettere una data entro cui fare valere i diritti? I diritti devono valere fino a quando siano prescritti». Il garante esclude che la class action - se approvata senza alcun limite - possa intasare i tribunali italiani: il rischio non esiste. Catricalà scommette invece che la Corte Costituzionale contesterà la data del luglio 2008 perché illegittima. Quindi conclude: «Io mi faccio da parte, rinuncio al mio ruolo di mediatore purché la cosa venga conclusa al meglio. L´avvio dovrebbe essere gennaio 2009. Sulla applicazione della class action nel nuovo anno, ci giochiamo un po´ tutti la nostra credibilità».
Le premesse, in effetti, non sono delle migliori. Oggi la class action è all´esame della commissione Giustizia della Camera, dove il deputato Lo Presti (Pdl) ha unificato le varie proposte in campo. Mentre però la Camera lavora, il governo vuole innestare la regola del "luglio 2008" - cioè quella che salva Parmalat o Cirio - nel provvedimento sullo sviluppo, collegato alla Manovra e in corsa al Senato. Quindi nell´altro ramo del Parlamento. Per rimettere ordine alla questione, Giulia Bongiorno del Pdl - presidente della commissione Giustizia della Camera - chiede a Palazzo Chigi di cambiare il suo terreno di azione. Qualsiasi emendamento, iniziativa, correzione insomma andrebbe presentata alla Camera e in commissione Giustizia (al lavoro sulla questione dal 2 ottobre). Non certo al Senato.
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