"Emergency, la verità sulle guerre". A Firenze le voci dal campo

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"Emergency, la verità sulle guerre" A Firenze le voci dal campo A sinistra, Marco Garatti, sequestrato in Afghanistan, con Vauro

Continua l'incontro nazionale dell'organizzazione umanitaria. Venerdì grande serata con Saviano e Tabucchi

 FIRENZE - La paragonano a quello che un tempo era la festa dell’Unità. Anzi, dicono che l’abbia sostituita, che se oggi esiste un tipo di militanza porti il suo nome. L’anno scorso fu l’unica manifestazione fiorentina a richiamare migliaia di ragazzi. Quest’anno la festa nazionale di Emergency, organizzata ancora a Firenze, vive la sua affermazione. «Io ci vengo perché sento che ci sono persone che dicono la verità sulle guerre. I medici, gli infermieri e i volontari di Gino Strada vivono lì,  nel mezzo all’orrore, e non ci sono media e giornali che tengano. Se vogliamo capire davvero le ragioni profonde dei conflitti loro sono l’unica fonte di informazione attendibile», dice Marco, 20 anni, studente di scienze politiche, arrivato al Palaffari di Firenze con un quarto d’ora di anticipo al dibattito che apre la festa.

Organizza Peace Reporter. All’incontro, intitolato «Le guerre sono tutte uguali», partecipano il direttore della rivista Maso Notarianni, Vauro, lo scrittore Nicolai Lilin, e Marco Garatti, chirurgo dell’Ong, uno degli italiani arrestati a marzo in Afghanistan. «Non arrestato. Sequestrato», dice Sara, anche lei universitaria e anche lei convinta che «Emergency oggi sia l’unica vera organizzazione in grado di raccogliere consenso e catalizzare l’interesse dei giovani, perché  i politici in Italia sono inascoltabili, vergognosi. I giovani hanno bisogno di intravedere ideali, onestà e comprensione verso chi è diverso. E chi più di un medico di Emergency può rappresentare tutto questo?». Insieme a un gruppo di dieci amici Sara giura: «Seguiremo tutta la festa fino a domenica».

L’attesa è per la serata di venerdì al Mandela Forum. Sul palco del Palasport fiorentino saliranno Roberto Saviano, Gino Strada, Vauro, Antonio Tabucchi e Samuele Bersani. Insieme a Fabio Fazio si discute de «Il mondo che vogliamo». «L’anno scorso c’erano centinaia di persone», racconta Luca, al secondo anno di Medicina e soprattutto aspirante volontario di Emergency. Il ragazzo si siede. Nella sala ci sono 150 persone. «Sapete chi sono i veri carnefici delle guerre?», chiede Vauro alla platea. «Beh, non sono i militari che producono morti e feriti, ma quelli che producono le armi con cui i militari uccidono e feriscono. Quelli che hanno scelto le guerre come mezzo per arrivare al profitto. I mandanti che della guerra non sanno nulla e decidono del destino di un paese per inseguire un unico scopo: gli interessi economici. Prendete la carta geografica. Vi accorgerete che i luoghi ricchi di risorse sono perfettamente sovrapponibili ai teatri dei conflitti». Poi prende la parola Garatti, il chirurgo di Emergency: «I media e i governanti oggi cercano di addolcire il racconto che si fa della guerra, cercano di bnasconderla all’opinione pubblica. Sappiate che la guerre sono brutali e sì, nel loro risultato finale tutte uguali»


Info su iniziative e concerti: www.emergency.firenze.it

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