Torna Santoro e attacca Masi "Sta lavorando per la concorrenza"

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Il direttore generale replica: "È ridicolo, ne parleremo in Cda".  Ancora bloccata la Dandini che è senza contratto. L´azienda fa sapere che andrà in onda. Puntata centrata sul caso dossier. Al Tg1 ospiti Vittorio Feltri e Fabio Granata ROMA - Torna dopo 104 giorni di polemiche, minacce, divorzi annunciati e poi ritirati, sgambetti e infiniti tira e molla. Torna "Annozero" e Michele Santoro si mette a parlare di «bicchieri». Non nomina mai Mauro Masi, il direttore generale della tv pubblica con il quale ha litigato a distanza per tutta l´estate. Ma è lui il bersaglio dell´introduzione di Santoro. Il giornalista si veste da "produttore di bicchieri", gioca sulla linea sottile dell´ironia e delle metafore. Ripercorre le vicissitudini estive del programma, parla di un prodotto che «fattura 41 milioni di euro a fronte di 27 milioni di costi». «Oggi - afferma Santoro - voglio parlare agli uomini del fare, agli uomini d´azienda, ai fan più accaniti di Berlusconi, quelli ai quali sto antipatico». «L´imprenditore rinuncia a produrre i bicchieri solo perché gli sto antipatico, ci mette su la liquidazione e mi chiede di andare via. Quando finalmente decide di produrre i bicchieri, blocca la pubblicità, la produzione e a Vauro e Travaglio non fa il contratto. Se vogliono devono lavorare gratis. E loro lo fanno». Poi l´affondo più duro: «Se un imprenditore mi dimostra che questa è la logica giusta io mi adeguo. A Mediaset ho lavorato e lì certe cose nemmeno le pensano. Non ha senso comportarsi per favorire la concorrenza». E la battuta finale: «Un direttore viene e dice: tutti i bicchieri devono avere il marchio libertà ex ante per andare in commercio. E allora, sapete che c´è? Ma va´ a ffa ‘n bicchiere...».
Masi aspetta il termine della trasmissione per replicare: «È molto grave che nella sua spasmodica e anche un po´ ridicola ricerca della provocazione, Santoro rivolga al capo azienda frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti. Il tema con Santoro è da più di 20 anni sempre lo stesso: si ritiene più uguale degli altri, svincolato dalle leggi, anche quando ne chiede continue deroghe e contratti ad personam. La questione dovrà essere affrontata in Cda al più presto».
Scontro con Masi a parte, la puntata (titolo, "Scacco al premier") scivola senza particolari intoppi. C´è un´intervista a Beppe Grillo («I politici sono morti, non contano i leader ma le idee») mentre i tre ospiti, il finiano Italo Bocchino, Roberto Castelli per la Lega e Antonio Di Pietro per l´Idv si confrontano su dossieraggio e rapporti dentro la maggioranza. Un antipasto c´era stato al Tg1 delle 20, con un confronto tra il finiano Fabio Granata («Il documento su Fini è una patacca») e il direttore del Giornale, Vittorio Feltri («La nostra è un´inchiesta giornalistica con tutti i crismi»).
E nell´ennesima lunghissima giornata per la Rai si aggiunge anche il nuovo caso che riguarda il contratto di Serena Dandini. La firma non c´è ancora. Doveva esserci un Cda ad hoc, ieri, ma è stato annullato per la contemporanea assenza dei consiglieri di centrodestra. Nonostante gli intoppi, però, "Parla con me" dovrebbe andare in onda martedì prossimo su Raitre. Il Cda si riunirà di nuovo quel giorno per licenziare il contratto del programma (3,3 milioni di euro circa). Intanto dalla redazione fanno sapere che «senza la firma sul contratto non possiamo andare in onda». «Sia l´azienda a dirci se "Parla con me" andrà in onda il 28 settembre», chiede il consigliere di centrosinistra Van Straten. Dagli uffici di Masi, si getta acqua sul fuoco. Il programma partirà regolarmente - è il ragionamento - perché la trasmissione è inserita nei palinsesti e nei piani di produzione già votati. E d´altronde c´è una sfilza di precedenti di trasmissioni partite con un contratto firmato in extremis. «Il rinvio non inciderà sulla messa in onda», conferma l´altro consigliere di centrosinistra, Nino Rizzo Nervo.
E se il Cda annullato non dovrebbe avere ripercussioni per "Parla con me", ancora nessuna notizia della fiction su Anita Garibaldi che il consiglio avrebbe dovuto esaminare ieri. Una fiction prodotta dalla Goodtime di Gabriella Buontempo, moglie del finiano Bocchino.

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