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18 Ottobre 2010
Il sindaco: ridicolo, ricordano la nascita del Pci nel ´21. Il muro in altri tempi apparteneva al teatro San Marco, adesso è il retro di una maternaLIVORNO - La bandiera rossa sul muro dell´ex teatro San Marco di Livorno è stata messa vicino alla targa che ricorda che lì è nato il Partito comunista italiano. Ma quel muro oggi è anche il retro di una scuola materna. Basta questo perché il ministro dell´istruzione Gelmini, dopo un articolo comparso su "Il Giornale", annunci un controllo e l´invio di ispettori. «La scuola è un´istituzione pubblica che - riferisce una nota dello stesso ministero - deve garantire a tutti un´educazione imparziale e autonoma rispetto a qualsiasi orientamento politico». La vicenda di Adro, dell´elementare coi simboli leghisti sui banchi è così recente che qualcuno deve aver pensato a una riedizione della vicenda a schieramenti ribaltati. «É un polverone assurdo» si arrabbia il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi: «É una maniera "farlocca" del centrodestra per rifarsi la verginità dopo Adro. Vengano pure a fare i controlli che vogliono, ma il ministro farebbe bene se, invece degli ispettori, mandasse alle scuole un po´ di soldi perché questi sono i problemi reali». Cosimi spiega che quel muro è sì «perimetrale della materna, ma si trova sul retro rispetto all´ingresso che è su un´altra strada». E in ogni caso «le bandiere rosse sono lì da gennaio, accanto alla targa in marmo che ricorda la nascita del Partito comunista italiano nel 1921. Quel muro è un luogo della storia, la scuola non c´entra, questo è un polverone senza senso. Ma se proprio disturbano le farò togliere».
Il ministero ha deciso in ogni caso di intervenire: «Il provvedimento si è reso indispensabile per verificare la notizia secondo cui sarebbe presente nell´istituto una bandiera del Partito dei Comunisti Italiani». In realtà si tratta della falce e martello di Rifondazione comunista e di un drappo con i colori della pace.
Che la bandiera rossa non abbia niente a che fare con l´attività della materna lo sostiene anche Marco Taradash, capogruppo a Livorno e consigliere regionale del Pdl che però spiega: «Il ministro Gelmini fa bene ad inviare gli ispettori. A Livorno non c´è una vicenda Adro-bis, è solo, per così dire, un caso di adiacenza perché non c´è relazione con la scuola». La bandiera di Rifondazione secondo Taradash va tolta, ma per un altro motivo: «É un simbolo di partito issato su un edificio pubblico e il sindaco farà bene a rimuoverlo». Non facciamo inutili polemiche, insiste l´esponente Pdl: «Sono un sentimentale della politica e a dire la verità non mi offende la falce e martello messi lì a ricordare il luogo di nascita del partito comunista. É un omaggio alla memoria, varrebbe lo stesso a Predappio. Si tratta in ogni caso di passato. Nel presente di oggi mi pare che ci siano cose più urgenti, abbiamo altro di cui occuparci» conclude Taradash. Sul caso interviene anche la parlamentare Pdl Monica Faenzi chiedendo di rimuovere quel drappo rosso nel quartiere Venezia: «É pur sempre una bandiera di partito vicino a una scuola».
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Garibaldo Benifei, partigiano e comunista livornese
"Quel muro è un pezzo di storia quante volte ci ho portato fiori"
LIVORNO - «Quel muro è un pezzo di storia di Livorno, anzi un pezzo di storia d´Italia. O di storia e basta». Garibaldo Benifei ha 98 anni, è stato comunista e partigiano e il teatro San Marco se lo ricorda prima che le bombe della seconda Guerra mondiale lo devastassero. «Non capisco tutte queste polemiche. Le bandiere rosse di Rifondazione non sono per la scuola o per i bambini, è chiaro che sono state messe per ricordare che in quel posto è nato nel 1921 il Partito comunista d´Italia».
Lei c´è mai andato lì con le bandiere?
«Ma certo che ci sono andato e per diversi anni, a volte portando anche una corona di fiori. É un luogo della memoria, la targa è stata messa molto prima che in quel posto nascesse una scuola materna. E poi non mi vergogno di essere stato comunista, avevo 19 anni quando ho preso la tessera del Pci. Ho combattuto e sono stato in galera per difendere la libertà e la democrazia di questo Paese».
É andato anche lo scorso gennaio?
«No, ma ha poca importanza perché difendo comunque la memoria di un luogo che è un simbolo e non soltanto per Livorno. Io ho seguito i cambiamenti della sinistra che era Pci, è stata Pds, Ds e Pd: penso che la cosa importante sia stare dalla parte di chi vuole migliorare le condizioni dei lavoratori. E penso che Livorno sia molto lontano da Adro».
(l. m.)











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Fatica inutile, lo sappiamo tutti che è mamma già da tempo !