Famiglie sempre più povere nell'Italia di Berlusconi

Stampa
PDF
A pagare per la crisi sono soprattutto lavoratori e pensionati. Lo dice il Rapporto sui diritti globali 2010

Adesso anche Silvio Berlusconi sa cosa vuol dire la parola "crisi". Pensate che il nostro presidente del Consiglio, nonché uomo più ricco d'Italia, è stato addirittura "costretto" a vendere «la casa dove è cresciuto», pur di recuperare qualche soldo per arrivare alla fine del mese e pagare l'assegno alla ex moglie Veronica Lario. A renderlo noto, sabato scorso, è stato il quotidiano Libero con un titolone in prima pagina («Silvio tira la cinghia») tanto surreale da far concorrenza agli splendidi e mai dimenticati falsi della rivista satirica "Il Male".
Il guaio è che non c'è niente da ridere. Mentre infatti il Cavaliere continua a raccontare in tv la favola del paese che, tutto sommato, sta meglio di molti altri, ci sono tantissime famiglie italiane, in particolare quelle costituite da lavoratori e pensionati, costrette a tirare la cinghia per davvero. A ricordarcelo è l'ottavo Rapporto sui diritti globali 2010, presentato ieri dalla Cgil. Un volumetto piuttosto corposo, ricco di dati e statistiche, da cui emerge con nettezza la fotografia di un'Italia in declino dal punto di vista economico e sempre più ingiusta sul piano sociale.
Ciò, anche a causa dell'inconsistenza delle misure di welfare messe in campo in questi ultimi due anni dal governo di centrodestra. L'esempio più clamoroso è quello della "social card", venduta all'opinione pubblica come un "generoso" intervento (40 euro al mese...) in favore dei cittadini più poveri, ma che poi si è rivelata per quello che è: un'elemosina per pochi. I beneficiari, spiega il rapporto, sono stati infatti 851mila, appena l'1,48% della popolazione italiana. Se si pensa che «i poveri relativi sono l'11,3% e quelli assoluti il 4,9%», si capisce che c'è qualcosa che non va.
Più consistente lo sgravio di spesa prodotto dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, che però, per come è stata fatta, è andata a vantaggio esclusivo della fascia più ricca: «Solo il 4% - precisa il Rapporto - va al 10% degli italiani più poveri».
Da altri dati emerge con chiarezza come già nel 2008 fossero in crescita non solo i nuclei familiari che non riescono ad assicurarsi neppure i beni di prima necessità, ma anche quelli che arrivano con difficoltà alla fine del mese. «Nel 2009 - si legge ancora - le famiglie italiane si sono indebitate per 524 miliardi di euro, più del 2008, 21.270 euro per ogni cittadino». Una conseguenza del mix tra la perdita del potere d'acquisto dei salari e l'impennata di alcuni costi, in primo luogo quelli per la casa. Ormai l'affitto incide sui redditi di pensionati e lavoratori dipendenti tra il 30 e il 70% e il 2008 ha visto un 18,6% in più di sfratti esecutivi rispetto all'anno precedente. Non solo: si stima che, entro il 2011, 150mila famiglie saranno sfrattate.
Il dramma è che, oggi come oggi, avere un lavoro non protegge dall'impoverimento. Per rendere l'idea, basti pensare che il 15% delle famiglie assolutamente povere ha un capofamiglia occupato. Per descrivere la situazione dei giovani è stato coniato il termine "generazione mille euro". Magari. Nell'Italia di Berlusconi a dover vivere con redditi mensili inferiori a quella cifra non sono solo i precari che lavorano nei call center ma quasi 15 milioni di persone: 7 milioni di lavoratori e 7,5 milioni di pensionati. Il Rapporto calcola che, nel periodo 1995-2008, l'aumento nominale delle pensioni si è attestato sul 35-37%, ma quello reale - calcolato al netto dell'inflazione - oscilla tra lo 0,6 e il 2,2%. Nel frattempo l'andamento dei prezzi dei beni di base che compongono il paniere dei pensionati ha registrato un incremento del 18%.
Guai ad avere un figlio. La percentuale di famiglie povere con figli al di sotto dei 18 anni equivale a oltre il 27% del totale, cifra che nel Mezzogiorno sale al 38,8%. L'Italia è anche maglia nera in Europa per la povertà minorile: per un rischio povertà dei minori che a livello Ue a 27 si attesta al 20% il nostro Paese è al 25%, superato solo da Bulgaria e Romania, e siamo comunque gli ultimi della Ue a 15. Del resto, c'è da stupirsi? Da tempo l'Italia è fanalino di coda negli investimenti per le politiche di welfare, con una spesa assistenziale pari al 2,6% del Pil, contro una media europea del 5,1%.
E nel futuro le cose andranno persino peggio, se passerà la riforma annunciata dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Il Libro Bianco - scrive Guglielmo Epifani, nella prefazione al Rapporto - nega la cittadinanza sociale e quindi l'universalità dei diritti: non a caso, per l'apertura dell'Anno europeo di lotta alla povertà, il ministro Maurizio Sacconi ha dichiarato che "il più efficace strumento di lotta alla povertà è il dono"». Un'affermazione che, secondo il leader della Cgil, dimostra «solo la volontà di mettere in discussione gli stessi principi costituzionali alla base del nostro sistema di welfare»

Commenti

avatar Carynn
0
 
 
alfredo denzio / Carissimosiamo tutti d'accordo che e' in atto un tacatco senza precedenti contro la parte piu' debole dell'Italia, (pensionati,lavoratori,piccoli imprenditori ecc) con l'appoggio incondizionato dei media,telegiornali,politici,istituzioni,capo dello Stato,banche.partiti (non tutti per la verita')Non passa giorno che non si leggano sui giornali frasi del tipo: Il decreto salva italia salvera' l'italia, ORA la crescita, Non e vero che ha pagare sono sempre gli stessi,Risanamento dei conti pubblici ,Rigore per l'Italia ecc.Forse la gente non si rende nemmeno conto di quello che e' passato in Parlamento e di quello che l'aspetta l'anno prossimo, la prossima carneficina sociale. Siamo come dei lobotizzati che bevono tutto quello che gli viene detto senza battere ciglio. Ma quello che mi lascia impietrito e' che nessuno fa nulla, le tre marionette che gestiscono i sinadcati, hanno proclamato 3 (dico )3 ore di sciopero,i cittadini davanti a questa macelleria non sentono il dovere di scendere in piazza,manifestare,il loro dissenso, andare a Roma gettare monetine in faccia a queste persone come ai tempi di Craxi.Perche' succede tutto questo? in Grecia almeno hanno manifestato e continuano a manifestare da noi non succede NULLAalfredo denzio
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
Nome *

Code   
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potra' essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Invia commento

Utenti Online

Ora Online:
  • Nessun membro
  • 185 Visitatori
  • Nessun robot
Ultimi Iscritti:
  • Gianni
  • Andrea Alessandro Nesti
  • Massimiliano
  • giuseppe
  • Elvira

Statistiche

Utenti : 289
Contenuti : 30427
Link web : 29
Tot. visite contenuti : 7768386
I Diritti globali su Communitas
La sintesi del Rapporto 2010 nel numero 47 di Communitas
Leggi l'indice del fascicolo


LETTERE A DG

Le lettere saranno pubblicate a discrezione della redazione, che si limita a ospitarle.
La responsabilità dei contenuti è esclusivamente di chi scrive

News da Global Rights

Disclaimer


Questo sito è da considerarsi un blog e non una testata giornalistica. Non persegue alcuno scopo commerciale e l’accesso è totalmente gratuito. Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet, così come articoli e notizie; qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi e verranno prontamente rimosse.
Di ogni articolo pubblicato in questo sito è indicata chiaramente la fonte e l'autore. Non necessariamente il sito www.dirittiglobali.it condivide i contenuti e le opinioni che pubblica e che provengono da altre fonti e testate, rispetto a cui declina dunque ogni responsabilità.
I commenti dei lettori non sono da attribuirsi a www.dirittiglobali.it, ma ai lettori stessi, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità.
La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009

Protesta di rom e sinti a Roma

LIBERE DI SCEGLIERE

Voci dal deserto

Il carcere spiegato ai ragazzi

Categorie NEWS

Contenuti più letti