Ecco il supermarket della spesa regalata "Aiutiamo chi non ce la fa"

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Una card da 250 euro al mese per pasta e pannolini.  Undici gli empori della solidarietà della Caritas. Tra i clienti, disoccupati e famiglie con prole 


ROMA - L´unico "stravizio" è un panettone. Per il resto, nel carrello che Giuseppe e la moglie Francesca trascinano tra gli scaffali di questo supermercato per nuovi poveri, ad est di Roma, ci sono uova, pacchi di pasta, zucchero, pelati e un cespo di lattuga.
«La base per mettere insieme il pranzo con la cena per una settimana buona», racconta Giuseppe, che di anni ne ha 55 e da trenta fa l´operaio edile. Un tempo aveva un impiego stabile in un´azienda, ma da quando è stato licenziato si arrangia qua e là, trova qualche lavoro da sette euro e 40 l´ora, ma nessun contratto. E per l´affitto, una camera e cucina, di euro ne paga seicento. Giuseppe è uno dei tanti, 1.050 per l´esattezza, "selezionati" nei centri d´ascolto e nelle parrocchie, che una volta al mese vengono a fare la spesa gratis qui, all´ "Emporio della solidarietà" in via Casilina Vecchia, dove alla cassa invece del bancomat si tira fuori un carta pre-pagata (250 euro il tetto massimo) offerta dalla Caritas.
A Roma - si calcola - ogni giorno finiscono nelle discariche oltre 200 quintali di pane. Ma è anche una città in cui, in molti mercati rionali, a fine mattinata i commercianti mettono da parte frutta e verdura invenduta o sciupata per chi non ce la fa a comprarla. Ed è in questa realtà che la Caritas moltiplica le iniziative. Con un secondo Emporio già aperto e un terzo in fase di costruzione. Sull´esempio romano, altri 11 supermercati della solidarietà sono nati in tutta Italia: a Gorizia, a Parma, a Pisa. «Le richiese di aiuto aumentano vertiginosamente - spiega monsignor Maurizio Feroci, direttore della Caritas romana - Ormai a richiedere i "viveri" non sono soltanto disperati, ma famiglie con un lavoro e una casa ma che non arrivano alla terza settimana del mese. Tanti gli anziani con la pensione sociale, i padri separati, professori di liceo che con 1.800 euro al mese e gli alimenti da pagare non sanno più come mangiare».
Famiglie, si diceva. Il 18 per cento dei possessori della card ha i figli sotto i due anni. E non è un caso che nella struttura, lo scaffale dei pannolini e degli omogeneizzati sia in rifornimento continuo. Nell´Emporio, una sorta di cittadella di 500 metri quadrati color ocra, c´è anche l´angolo per i più piccini dove possono giocare mentre i genitori fanno acquisti. Perché è questo l´obiettivo dell´iniziativa: dare la possibilità a chi è in difficoltà economiche di rimanere in piedi. Anche la facoltà di scegliere cosa mettere nel carrello, è un modo per dare una dignità a questo nuovo popolo fatto di poveri che lavorano.
«Li aiutiamo a non toccare il fondo - spiega Gennaro Di Cicco, responsabile del coordinamento nazionale - Li seguiamo per un periodo, cercando di evitare che il nucleo familiare imploda. La tessera ha una validità di sei mesi. E in molti casi viene rilasciata per altri sei. Non di più».
Del resto, l´Emporio vive grazie agli aiuti delle aziende, dei fondi della comunità europea e al buon cuore dei privati cittadini. Gli stessi che quattro volte all´anno regalano una parte della spesa ai volontari fermi all´entrata ai supermercati. E che a Roma hanno messo insieme, l´ultima volta, trenta tonnellate di prodotti alimentari.
«Ma c´è anche tanta gente che compra pelati, fagioli, tonno, biscotti portandoli direttamente qui in via Casilina Vecchia - continua Di Chicco - Oppure si collega al nostro sito www. emporiocaritas. org: fa la spesa e la regala». Tutto online, con un semplice clic.

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