Il capitano e la multinazionale

Stampa
PDF
Il sito democraziakmzero.org ha di colpo raddoppiato i suoi visitatori, l'altroieri. Naruralmente ci siamo chiesti come mai e la risposta è che molta gente, direttamente o attraverso la pagina Facebook, è corsa a leggersi un articolo di Sergio Bologna - comparso in origine nel sito furiacervelli.blogspot.com - intitolato "Le multinazionali del mare". È lo stesso titolo di un libro scritto appunto da Bologna e pubblicato da Egea nel 2010. La circostanza interessante, secondo me, sta nel fatto che attorno al naufragio della Costa Concordia si è creato un autentico dramma personale, quello del capitano Schettini. Ci si è appassionati alle vicende dell'eterna figura dell'italiano fellone e vile, quello che Alberto Sordi sapeva rappresentare in modo magnifico. Ci siamo tutti chiesti, come Nanni Moretti, se «ce lo meritiamo», uno come Schettini. La registrazione della sua telefonata con la capitaneria di Livorno è da antologia, ha toni quasi alla Dostojevski, con lo scontro tra la rettitudine e il senso del dovere inflessibile - nel tono di voce - del comandante De Falco, e il puerile, codardo tentativo di Schettini di sfuggire alle sue responsabilità, nel naufragio prima e nel salvataggio dei passeggeri che gli erano affidati poi. Metafora dell'Italia, hanno detto in molti. Metafora dell'intera Europa, anzi della "zona euro", ha scritto il Wall Street Journal (a cui sarebbe utile ricordare l'uragano Katrina a New Orleans o il disastro petrolifero nel Golfo del Messico, ma lasciamo stare).
Il fatto è che questo autentico dramma, questa rappresentazione, pareva aver esaurito la capacità di attenzione del pubblico dei media, che non solo viene solitamente trascinato di qua e di là in modo isterico (prima il cinese e la sua bambina uccisi a Roma, poi il vigile ammazzato a Milano da un "nomade" con passaporto tedesco però serbo, anzi serbo-croato, o più genericamente slavo, ecc, infine la Concordia, in mezzo al rumore di fondo di "spread" e "rating"). Il duro e documentato articolo di Bologna smentisce questo luogo comune: mostra che le persone, se vengono offerte informazioni in grado di far loro capire il contesto, il retroterra, di un evento come quel naufragio, ne approfittano subito. 
Bologna racconta un dramma collettivo molto complesso e molto pericoloso, i cui protagonsiti sono le "multinazionali del mare" come Costa, una cui porta-container sta attualmente avvelenando un tratto di mare della Nuova Zelanda, e un'altra giace sugli scogli del Giglio. Effetti, ambedue, dell'inesorabile logica aziendale, che pretende equipaggi precari e sottopagati, gigantismo delle navi, turismo predatorio, continua escavazione dei fondali dei porti per accogliere quelle mega-navi (come nella laguna di Venezia), nebbia totale sulle effettiva attività, trasporto di merci, della compagnia, e così via. Il tutto, scritto in modo non pedante né inutilmente declamatorio: quando si hanno buone informazioni basta metterle in fila, caso mai concludendo, come fa Bologna, con la domanda su come si possa fermare questa tendenza a distruggere i mari. E la risposta è: rendendosi conto che un conflitto sociale è già in corso, tra i lavoratori del mare e dei porti e le grandi compagnie.
Ma la morale che mi sentirei di trarre, da giornalista, è che non c'è contraddizione, tra l'appassionarsi - in negativo, in questo caso - a vicende personali come quella del capitano Schettini, e l'appassionarsi all'analisi del macchinario in cui uno Schettini opera. Le due cose vanno insieme.
www.democraziakmzero.org

Commenti

Nome *

Code   
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potra' essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Invia commento

Utenti Online

Ora Online:
  • Nessun membro
  • 188 Visitatori
  • Nessun robot
Ultimi Iscritti:
  • Barbara
  • Gianni
  • Andrea Alessandro Nesti
  • Massimiliano
  • giuseppe

Statistiche

Utenti : 290
Contenuti : 30610
Link web : 29
Tot. visite contenuti : 7804899
I Diritti globali su Communitas
La sintesi del Rapporto 2010 nel numero 47 di Communitas
Leggi l'indice del fascicolo


News da Global Rights

Disclaimer


Questo sito è da considerarsi un blog e non una testata giornalistica. Non persegue alcuno scopo commerciale e l’accesso è totalmente gratuito. Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet, così come articoli e notizie; qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi e verranno prontamente rimosse.
Di ogni articolo pubblicato in questo sito è indicata chiaramente la fonte e l'autore. Non necessariamente il sito www.dirittiglobali.it condivide i contenuti e le opinioni che pubblica e che provengono da altre fonti e testate, rispetto a cui declina dunque ogni responsabilità.
I commenti dei lettori non sono da attribuirsi a www.dirittiglobali.it, ma ai lettori stessi, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità.
La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009

Protesta di rom e sinti a Roma

LIBERE DI SCEGLIERE

Voci dal deserto

Il carcere spiegato ai ragazzi

Categorie NEWS

Contenuti più letti