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19 Gennaio 2012
Jerry Yang sapeva che il futuro di Yahoo! non poteva limitarsi ai motori di ricerca - la quota di mercato che detiene segue quella di Google di molti punti in percentuale - ma non aveva molto da proporre. La società di Sunnyvale non sforna infatti nessun prodotto innovativo da molti anni, ridimensionando così la sua capacità di stare dentro un settore da sempre turbolento. La proposta di Microsoft era vista da molti azionisti come la soluzione naturale, dopo un altro grande rifiuto, quello a Google. Jerry Yang non era d'accordo e fece di tutto per far saltare un accordo che sembrava cosa fatta. Le sue motivazioni erano in continuità con la storia della sua «creatura», nata negli anni d'oro della cosiddetta net-economy, caratterizzata da una forte ostilità verso i potenziali monopolisti dell'high-tech. Microsoft in testa.
Yahoo! è stata infatti fondata nel 1995 e oltre a un buon motore di ricerca presentava già alcuni servizi aggiuntivi - la posta elettronica gratuita - che attirarono l'attenzione degli utenti. Inoltre Yahoo! scelse la strada di diventare un portale, cioè il punto di ingresso alla Rete, con tanto di gadget da dare a chi transitava nella sua pagina Web - un servizio minino di informazione, segnalazioni di siti per l'e-commerce e altri servizi simili - che lo proiettarono per pochi anni al centro della scena. Inoltre, Jerry Yang ostentava le sue origini taiwanesi, sostenendo che la spiegazione del successo di Yahoo! erano da cercare in quel riscatto di molti giovani laureati asiatici fatto di duro lavoro, gusto per l'innovazione e un anticonformismo, sebbene molto politically correct. Tempo due anni e la Rete venne investita dal ciclone Google. Yahoo! ha resistito, perdendo tuttavia terreno anno dopo anno, fino al licenziamento di 2500 dipendenti nel 2008 e al crollo degli utili. La proposta di Microsoft di acquisto sembrò la soluzione giusta. Yang si oppose. Vinse, ma da lì a pochi mesi fu costretto a dimettersi da amministratore delegato. Era l'inizio della fine.
E da domani? Sicuramente l'ipotesi di vendere Yaoo! tornerà a essere l'opzione preferita. E non è detto che Microsoft non torni a rinnovare l'offerta di acquisto.











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