Carrefour perde ma non paga. E non riassume 102 lavoratori

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La vicenda dei dipendenti Carrefour della Romanina, Roma. Licenziati, hanno vinto la causa mala multinazionale non li reintegra e non li paga in attesa del ricorso, che però è fissato per novembre 2012. Hanno vinto in primo grado la causa contro i licenziamenti, il giudice ha disposto il reintegro immediato ma l’azienda non li riassume, e non li paga, perché intende aspettare l’esito del ricorso fissato per novembre 2012.

È l’estenuante attesa a sfiancare i 102 dipendenti della Carrefour della Romanina, periferia della capitale, senza lavoro dal 12 gennaio 2009 a seguito della decisione della multinazionale francese di restringere l’area di vendita dell’ipermercato. La loro è una vicenda per certi versi simile a quella dei tre operai della Fiat Sata di Melfi, licenziati dal Lingotto con l’accusa di aver bloccato la produzione durante uno sciopero, reintegrati dal Tribunale ma relegati dalla casa automobilistica in uno stanzino: pagati senza lavorare. L’unica differenza è che alla Romanina i salari pregressi, e quelli maturati dopo la sentenza (18 novembre 2010), non si sono ancora visti. E tutto lascia presagire che non si vedranno, almeno a breve. Gli studi legali Muggia, Fabbri e Stani, che seguono gli ex dipendenti nella vertenza e i sindacati, Filcams- Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil di Roma e del Lazio, hanno chiesto il pagamento degli arretrati ma Carrefour si è opposta, presentando una cosiddetta «inibitoria». Nonostante la prima sentenza, con la quale il giudice stabilisce il reintegro dei dipendenti e il pagamento degli stipendi, c’è il rischio che il balletto giudiziario - richiesta dei salari e inibitoria - si ripeta di mese in mese per ogni retribuzione mancata. VERSO IL PIGNORAMENTO Per questo di fronte all’indisponibilità della multinazionale, gli avvocati dei lavoratori potrebbero chiedere un pignoramento dei beni dell’azienda per un valore pari agli arretrati non corrisposti. Si parla ormai di milioni di euro. A sua volta, però, Carrefour potrebbe rispondere con una nuova «inibitoria », allungando i tempi di quest’odissea minima in modo esponenziale. «Informalmente ci è stata fatta un’offerta - racconta Vittorio Pezzotti, segretario Filcams-Cgil di Roma e del Lazio - Carrefour propone30- 35 mila euro a ogni dipendente che non si oppone al licenziamento. Finora però sono pochissimi quelli disposti ad accettare, anche perché in tempi come questi è molto difficile trovare un altro lavoro. Alla Romanina - aggiunge Pezzotti - i dipendenti sono per lo più donne e l’età media è tra i 40 e i 45 anni: troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per cambiare mestiere», secondo un adagio famoso negli ultimi anni. D’altra parte, «Carrefour ha un codice etico da esempio, ma da noi non lo applica e si comporta come se fossimo in un’altra epoca». Pezzotti fa riferimento anche all’elevato utilizzo di lavoro precario e atipico nei negozi della catena, che a Roma conta quattro ipermercati, sessanta supermercati e venti discount.

Commenti

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