Part time al maschile, carta per il lavoro

Stampa
PDF
Con la disoccupazione giovanile al 30% e la maggioranza dei lavoratori giovani immersi nel precariato, è difficile accettare l'idea che il posto fisso sia monotono. Piuttosto, il lavoro fisso è una chimera, qualcosa di quasi irraggiungibile, ma che ogni ragazzo agogna, e tutti i genitori si augurano per i loro figli. Eppure, negli anni della crescita economica milioni di persone hanno cambiato lavoro: lasciando l'agricoltura per lavorare in fabbrica o nei servizi, il lavoro dipendente per mettersi in proprio, il lavoro operaio per quello impiegatizio. Con la crisi, invece, chi ha un lavoro fisso si guarda bene dal rischiare. 
Se la crescita economica ripartirà, aumenteranno anche le persone che cambiano lavoro, si libereranno posti per i giovani, e le imprese riprenderanno a contendersi i lavoratori migliori. Ma non si può solo aspettare che il vento cambi. Proprio in questi momenti di difficoltà, vanno introdotti mutamenti normativi, per permettere al mercato del lavoro di cogliere al meglio — quando arriveranno — i venti della ripresa. Va quindi riformato un mercato del lavoro che oggi ha come punto di riferimento l'uomo che fino a vent'anni studia, dedica al lavoro dieci ore di tempo al giorno per cinque giorni la settimana da venti a sessant'anni, dedica alla famiglia solo piccoli ritagli del suo tempo, e a sessant'anni chiude del tutto con il lavoro. 
Le norme vanno modificate aumentando la flessibilità del tempo del lavoro. Innanzitutto, il part time (verticale e orizzontale) dovrebbe diventare qualcosa di accessibile per tutti. Ma oggi il part time non viene concesso volentieri dalle imprese, perché — anche se non porta a costi aggiuntivi diretti — causa forti costi impliciti nell'organizzazione del lavoro. 
Per evitare questi problemi, al part time potrebbero essere concessi sgravi contributivi simili a quelli dati oggi a chi assume un apprendista. È fantascienza proporre che questi sgravi siano maggiori se il part time è richiesto da un uomo? Sarebbe un segnale che lo Stato considera in modo positivo la condivisione maschile del lavoro domestico. 
Anche in Norvegia, Svezia e Danimarca, trent'anni fa, gli uomini a casa non facevano quasi nulla. Poi — grazie anche alla spinta di norme innovative — a poco a poco la mentalità è cambiata, e sono molto più numerosi i padri che hanno scoperto le gioie della cura della casa e dei figli. 
Un'altra importante innovazione potrebbe essere incentivare i tempi misti dedicati al lavoro e allo studio. Anche in questo caso, si potrebbero risarcire le aziende con sgravi contribuitivi. Se i soldi pubblici per questo tipo di politiche fossero pochi o inesistenti, si potrebbe permettere al lavoratore di «compensare» l'impresa con una parte del suo Tfr, il trattamento di fine rapporto. 
Infine — sempre individuando le opportune misure compensative per le imprese — nell'ultima parte della vita lavorativa andrebbero incentivate le forme miste di lavoro e pensione. Si eviterebbero da un lato il peso del tempo pieno per gli ultrasessantenni, dall'altro lo choc psicologico del tempo vuoto successivo al pensionamento: da quaranta a zero ore di lavoro dall'oggi al domani. 
Sono solo alcuni esempi per rendere più flessibile il tempo del lavoro e della vita. Anche su queste cose si costruisce un'Italia più moderna e meno ripiegata sul passato.

Commenti

Nome *

Code   
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potra' essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Invia commento

Utenti Online

Ora Online:
  • Nessun membro
  • 329 Visitatori
  • Nessun robot
Ultimi Iscritti:
  • Barbara
  • Gianni
  • Andrea Alessandro Nesti
  • Massimiliano
  • giuseppe

Statistiche

Utenti : 290
Contenuti : 30616
Link web : 29
Tot. visite contenuti : 7805098
I Diritti globali su Communitas
La sintesi del Rapporto 2010 nel numero 47 di Communitas
Leggi l'indice del fascicolo


News da Global Rights

Disclaimer


Questo sito è da considerarsi un blog e non una testata giornalistica. Non persegue alcuno scopo commerciale e l’accesso è totalmente gratuito. Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet, così come articoli e notizie; qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi e verranno prontamente rimosse.
Di ogni articolo pubblicato in questo sito è indicata chiaramente la fonte e l'autore. Non necessariamente il sito www.dirittiglobali.it condivide i contenuti e le opinioni che pubblica e che provengono da altre fonti e testate, rispetto a cui declina dunque ogni responsabilità.
I commenti dei lettori non sono da attribuirsi a www.dirittiglobali.it, ma ai lettori stessi, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità.
La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009

Protesta di rom e sinti a Roma

LIBERE DI SCEGLIERE

Voci dal deserto

Il carcere spiegato ai ragazzi

Categorie NEWS

Contenuti più letti