Crescita, il premier dà i compiti ai ministri Chiesti «dossier» sulla sfida d'autunno

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Il 24 la prossima riunione del governo. Catricalà irritato per una relazione mancante

ROMA — Per «mettere in sicurezza il Paese» e convincere l'Europa che «l'Italia può farcela da sola» bisogna spingere sul tasto della crescita ed è questo il compito che Mario Monti ha assegnato ai ministri prima di partire per le sue vacanze lampo. Già il 20 agosto, dopo l'intervento al meeting di Rimini il 19, il premier rientrerà a Palazzo Chigi, anche per preparare la riunione del 24 agosto. 
Sarà un Consiglio dei ministri sui generis, una sorta di «seminario» strategico tutto interno all'esecutivo per mettere a fuoco successi e insuccessi dei primi nove mesi e delineare le riforme chiave della «campagna d'autunno». Il nuovo decreto sulla crescita e il capitolo due delle semplificazioni su cui sta lavorando Corrado Passera, il secondo atto della spending review di Piero Giarda, l'attuazione degli strumenti già individuati per la riduzione del debito...
I partiti della maggioranza anomala che sostiene Monti spingono per un «colpo secco» alla montagna di quasi duemila miliardi che grava sulle sorti del Paese, ma il governo, d'intesa con Bankitalia, ha scelto la linea soft. Nei piani del ministro Vittorio Grilli si partirà con un programma pluriennale di dismissioni per 15—20 miliardi l'anno, pari all'1 per cento del Pil. Quanto alla tassazione dei risparmi detenuti in Svizzera Palazzo Chigi frena, perché il negoziato «sarà lungo» e ci vorrà «molta prudenza», se non si vuole che i capitali messi al sicuro Oltralpe fuggano altrove.
Nella coda del cdm, durato quasi sei ore, alcuni ministri avrebbero chiesto a Monti quanto sia alto il rischio che l'Italia debba ricorrere all'aiuto dell'Europa. Il premier però ha tranquillizzato e ricordato che c'è tempo perché «nulla accadrà fino al 12 settembre», quando la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà sulla legittimità del fondo «salva Stati». Chi c'era descrive il professore come «vigile» e «pronto a tutto», ma non allarmato. Al mattino — incontrando il presidente Gianfranco Fini per ringraziarlo della disponibilità a riaprire la Camera in caso di provvedimenti economici d'urgenza — Monti avrebbe infatti parlato della battaglia per salvare l'euro come di «una fase di attesa e di relativa tranquillità».
Prima degli auguri di buone vacanze, qualche momento di tensione. Sulla «golden share», le norme antiscalata per le aziende strategiche, il ministro Grilli voleva una linea più decisa mentre Moavero, temendo che la Ue possa stoppare il provvedimento, ha invitato alla cautela: «Non possiamo esagerare». Da Palazzo Chigi filtra anche che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, si sia molto «scocciato» perché mancava la relazione tecnica al testo di revisione della geografia giudiziaria. Attimi di imbarazzo, in cui si è ventilata persino l'ipotesi di far slittare l'approvazione, poi però l'inciampo si è risolto e il testo sui tribunali è stato approvato. 
A deludere il capo del governo, poi, è stato il rinvio al 24 agosto del confronto sull'agenda programmatica, uno slittamento inevitabile visto che alcuni ministri hanno inviato a Palazzo Chigi schede definite in camera caritatis«impresentabili» da alcuni colleghi. Il premier aveva pensato di congedarsi per le ferie lanciando sul sito del governo la sintesi dei dossier sui provvedimenti varati e su quelli in cantiere, per offrire ai cittadini un'idea visibile della mole di lavoro che il governo sta portando avanti. Fornero, Passera, Riccardi e altri hanno seguito alla lettera le indicazioni dell'ufficio stampa, alcuni invece hanno presentato cartelline incomplete, troppo lunghe o scritte con linguaggio burocratico. E così il presidente ha dovuto rinviare al 24 la discussione sull'agenda.
Sul piano politico Monti ha riferito ai ministri degli incontri con Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini e della telefonata con Pier Luigi Bersani. Se pure è preoccupato per la tenuta della maggioranza il premier non lo ha dato a vedere e ha spiegato che, almeno sul fronte della crescita, tra i partiti e con il governo c'è sintonia di vedute. A mettere in agitazione l'esecutivo è invece il lavoro bipartisan dei partiti per «correggere» la riforma delle pensioni, allargando la platea degli esodati da salvaguardare e ritoccando verso il basso l'età pensionabile. Il ministro del Welfare Elsa Fornero è molto preoccupata e in cdm lo ha detto chiaro: «Dobbiamo evitare che il testo venga stravolto». Ma Giarda, con un sorriso serafico, l'ha subito placata: «Non ti preoccupare Elsa, di emendamenti ce ne sono tanti altri...».

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