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29 Gennaio 2012
Il caso L'annuncio del segretario Cdu: "Hollande rende più difficile la cooperazione europea"
BERLINO - Nell'Europa unita, la politica interna dei singoli Stati sovrani si confonde sempre più con quella degli altri, e con la politica europea. Vedremo presto se funziona o no: la Cancelliera federale Angela Merkel, con una decisione che apre un fitto dibattito e vive polemiche, ha annunciato in sostanza di voler provare a essere lei l'asso nella manica elettorale del presidente francese, Nicolas Sarkozy. Merkel infatti parteciperà alla campagna per le presidenziali francesi, il cui voto di primo turno si terrà il 22 aprile, in comizi con Sarkozy e per Sarkozy. «Secondo noi è lui l'uomo giusto all'Eliseo, il socialista Hollande renderebbe più difficile la cooperazione europea", ha detto ieri il segretario generale della Cdu (il partito della Cancelliera), Hermann Groehe.
La stretta cooperazione tra partiti della stessa famiglia politica, o di orientamento vicino, non è una novità nell'Unione europea. Anzi, è abitudine sempre più frequente. Ma resta da vedere se la scelta di Angela Merkel sarà veramente un aiuto per il neogollista Sarkozy, o non gli farà correre invece il rischio di esporsi all'accusa di farsi appoggiare da una Germania sempre più potente e leader in Europa.
Noi siamo convinti che Sarkozy sia l'uomo che ci vuole per l'Eliseo, ha detto Groehe secondo il testo diffuso in anticipo del suo discorso al congresso della Ump. Non è finita: Groehe ha lanciato delle decise frecciate contro lo sfidante che attualmente batte Sarkozy nei sondaggi, cioè il leader e candidato a presidente del Parti socialiste, François Hollande. «Le sue proposte vaghe non forniscono nessuna risposta ai problemi urgenti del nostro tempo», ha attaccato. Se Hollande sarà eletto capo dello Stato francese, ha continuato il segretario generale del Partito della Cancelliera, sarebbe «un ostacolo per l'ulteriore integrazione e per il futuro dell'Unione europea». Hollande ha chiesto un nuovo Trattato francotedesco, e una politica europea più orientata a crescita e problemi sociali.
I rapporti d'intesa strategica tra il presidente francese e la cancelliera restano dunque strettissimi, nonostante le forti divergenze tra l'apparente priorità data da Berlino al rigore e i maggiori accenti posti a Parigi anche dai conservatori al potere sull'esigenza di fare di più per la crescita.
Insomma, la coppia battezzata dai media "Merkozy" apparirà insieme ai grandi comizi della campagna presidenziale da un capo all'altro dell'Esagono, come i francesi chiamano il loro paese.
Sarkozy aveva appoggiato pubblicamente Angela Merkel in occasione delle elezioni politiche tedesche del settembre 2009, ma senza assumersi un ruolo da oratore in prima fila.
La scelta della Cancelliera fa discutere anche nel blocco moderato-conservatore in Europa: per il coordinatore del Pdl italiano, Sandro Bondi, l'annuncio, se confermato, sarebbe »una novità sorprendente, la conferma che l'attuale leadership europea è tanto spregiudicata quanto poco lungimirante».











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