Ossessione tedesca, metodo Berlusconi Sarkò si candida ma il Paese non lo sa

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Nel discorso a reti unificate anche la possibilità di aumentare del 30% la superficie delle abitazioni, dalle villette ai condomini

Nicolas Sarkozy è preda di una vera e propria ossessione tedesca. Di fronte a 16 milioni di telespettatori, su nove tv contemporaneamente, domenica sera il presidente ha cercato di contrattaccare la «settimana Hollande», che ha messo in quota il candidato socialista alle presidenziali del 22 aprile e 6 maggio. Sarkozy non ha però detto ai francesi se sarà candidato. L'informazione era stata diffusa, sabato, dal segretario generale della Cdu, Hermann Gröhe, che aveva annunciato «il gradimento» di Angela Merkel per gli «incontri comuni previsti in occasione della campagna di primavera»: la cancelliera tedesca, cioè, verrà a sostenere Sarkozy nella campagna e, quindi, è già al corrente non solo della sua candidatura, che per il momento i francesi ignorano, ma anche delle date dei discorsi elettorali. 
Sarkozy, che nei fatti è già in campagna, ha proposto una serie di misure con l'intenzione di allineare la Francia sulla Germania, paese ammirato perché la disoccupazione è più bassa che in Francia e ha industrie competitive che le permettono di avere un confortevole attivo nel commercio estero (tutto il contrario della Francia, in forte passivo). Ma più che alla Germania, Sarkozy ha cominciato la sua trasmissione a reti unificate presentando un progetto alla Berlusconi: propone la possibilità di aumentare del 30% la superficie delle abitazioni, dalle villette ai condomini. Un'idea che dovrebbe far contenta «la Francia dei proprietari», che teme ceda al Fronte nazionale. Tutte le altre proposte sono improntate a un supposto «modello tedesco»: Sarkozy, che ha esaltato le riforme Hartz del socialdemocratico Gerhard Schröeder, vuole introdurre in Francia i contratti competitività-occupazione, che permetteranno ai datori di lavoro di imporre una riduzione del salario o un aumento dell'orario di lavoro al di là delle 35 ore legali, sulla base di accordi di impresa e senza dover chiedere il consenso ai singoli lavoratori. In altri termini, il contratto avrà la supremazia sulla legge, riducendo il diritto del lavoro. Sarkozy propone anche di aumentare di 1,6 punti il tasso normale dell'Iva, dal 19,6 al 21,2%, per permettere sgravi ai contributi padronali che finanziano gli assegni famigliari. Sarkozy assicura che non ci sarà inflazione. Si tratta di una manovra di svalutazione fiscale, che dovrebbe permettere alle merci prodotte in Francia di essere più competitive (grazie agli sgravi sui contributi), mentre farebbe aumentare i prezzi delle importazioni. Per far passare la pillola amara, Sarkozy ha annunciato la creazione imminente di una banca dell'industria (l'idea è di Hollande). La tassa sulle transazioni finanziarie dovrebbe venire introdotta anche nella sola Francia, ma tutti i difensori della Tobin tax sono preoccupati, perché è in corso una discussione su questa misura al parlamento europeo e l'iniziativa francese potrebbe far affondare il tutto, se, come probabile, non funzionerà. Sarkozy, con grande improvvisazione, promette una riforma del diritto del lavoro e della competitività a tappe forzate, prevedendo l'entrata in vigore in autunno, come se in mezzo non ci fossero le presidenziali e le legislative. Hollande ha già fatto sapere che, se eletto, non applicherà l'aumento dell'Iva.

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