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31 Gennaio 2012
A mio avviso vi sono varie ragioni invece per essere critici rispetto a un disegno istituzionale di questo tipo. Innanzitutto è chiaro che esso concede troppo potere alla Germania. Se nel breve periodo questo è un vantaggio per i paesi del Sud dell´Unione, un modo per acquisire quel necessario rigore finanziario che essi faticano a darsi, cedere sovranità è sempre una strategia pericolosa nel lungo periodo. In secondo luogo, una volta che la Germania controlli la politica fiscale dell´Unione, si potrebbe instaurare un perverso rapporto di dipendenza del Sud dal Nord Europa non dissimile da quello instauratosi in Italia nel dopoguerra, in cui i trasferimenti del Nord servano a limitare i costi sociali di un mancato sviluppo al Sud. Ma il vero limite di questa forma istituzionale per il governo della politica fiscale è il suo carattere dirigista. Tutto è deciso in sede politica e i mercati finanziari sono tenuti a bada con il fondo di salvataggio. Questa è la classica reazione che la burocrazia europea ha sempre assunto ad ogni suo fallimento: rilanciare e richiedere "più-Europa". La crisi oggi non è infatti che il risultato del fallimento della politica europea, Francese e Tedesca soprattutto, che non ha saputo imporre a se stessa quelle regole che a Maastricht aveva delineato per garantire il rigore finanziario dei paesi della periferia. Perché questa volta dovrebbe essere diverso con il fiscal compact?
La seconda forma istituzionale che possa garantire che le politiche fiscali dei paesi dell´Unione non divergano richiede invece di definire con chiarezza meccanismi ordinati di default dei debiti sovrani. Una volta che il default di uno stato membro (o la ristrutturazione del suo debito) sia possibile, nessuno più degli investitori sui mercati dei titoli ha interesse a vigilare perché la politica finanziaria dei paesi sovrani sia improntata al necessario rigore. Questo è esattamente quello che sta succedendo in questa crisi; sta succedendo però troppo tardi (e quindi la crisi è più grave) solo perché i mercati hanno per troppo tempo creduto ad un´implicita garanzia della Germania sul debito dei paesi del Sud Europa. Una volta eliminata questa garanzia i paesi "devianti" si troverebbero rapidamente ad affrontare rendimenti crescenti e quindi avrebbero interesse a rientrare. Non mi nascondo che un meccanismo istituzionale che garantisca default sovrani ordinati non è facile da disegnare. Ma il controllo da parte dei mercati avrebbe notevoli vantaggi. Un esempio che a me pare convincente è il seguente. La recente proposta del ministro Passera di vendere imprese e altre attività a controllo statale alla Cassa Depositi e Prestiti sarebbe immediatamente scontato dai mercati per quello che è: un escamotage contabile che non produce alcun effetto sulla reale situazione debitoria del Paese e che invece danneggia gravemente la già inefficiente governance delle imprese pubbliche. In un sistema dirigista invece cosa viene contabilizzato come "debito" è il frutto di una negoziazione politica, il che può generare incentivi ad operazioni di finanza pubblica dannose e poco trasparenti come questa.











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