Banche spagnole salve Madrid commissariata

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A caro prezzo • Entro fine luglio credito di 30 miliardi per gli istituti iberici. Rajoy ottiene un anno in più per tornare sotto il 3% del deficit ma annuncia più tagli per la casa e l'aumento dell'Iva 
A Bruxelles la Germania tiene le carte per l'ultima mano. Mercati scettici. La Francia resiste tra i paesi ultra-sicuri PARIGI. I dati Ocse rivelano un record storico di disoccupazione nei paesi più ricchi del mondo: 48 milioni, 15 di più del 2007, con la zona euro in gran parte responsabile di questa impennata. La Spagna è nella situazione peggiore, con un tasso di disoccupazione del 24,6%. Ed è stata proprio la Spagna al centro delle nove ore di incontro dell'Eurogruppo che è finito nella notte tra lunedì e martedì. «Siamo arrivati a un accordo politico su un progetto di memorandum» per Madrid, ha affermato Jean-Claude Juncker, che, per mancanza di intesa su un nuovo nome tra Francia e Germania, è stato riconfermato per ora alla testa dell'Eurogruppo.
Il nuovo mandato del primo ministro lussemburghese verrà però interrotto al massimo all'inizio del 2013, per lasciare il posto, molto probabilmente, al ministro tedesco Wolfgang Schäuble (un falco, poco gradito a Parigi nel momento in cui l'Assemblea d'Oltralpe deve ingoiare la pillola amara del voto del Fiscal Pact), a cui secondo un accordo tra Merkel e Hollande succederà dopo due anni e mezzo Pierre Moscovici, attuale ministro delle finanze francese.
Juncker ha spiegato che ci sarà un accordo «tecnico» tra Bce e Efsf (fondo salva-stati), che potrà intervenire sui mercati per acquisire i titoli di stato dei paesi che rispettano gli obblighi del risanamento dei bilanci. Ma Germania e Olanda hanno posto una condizione: la ricapitalizzazione diretta delle banche spagnole potrà avvenire solo quando sarà messo in opera il controllo del settore da parte della Bce. Cioè, si va alle calende greche. Anche perché, su richiesta tedesca, in questa operazione non viene impegnato il Mes (Meccanismo europeo di sicurezza), non ancora ratificato da tutti i paesi (l'Italia non lo ha ancora fatto e la Germania, che l'ha votato, attende entro fine mese il giudizio di costituzionalità della Corte di Karlsruhe). Sarà quindi l'Efsf a fare i primi prestiti alle banche spagnole, a cominciare da una prima tranche di 30 miliardi che potrebbe venire sborsata entro fine mese (ma prima i parlamenti di Germania e Olanda devono votare a favore). I parlamentari tedeschi dovranno interrompere la pausa estiva con una riunione straordinaria del Bundestag, la camera bassa, già convocato per il 19 luglio.
In ogni caso l'Efsf, per statuto, non può prestare alle banche direttamente ma deve passare per gli stati: cioè si viene a ricreare il circolo vizioso di salvataggi delle banche che vanno ad aumentare il debito pubblico. Lo spread spagnolo, in queste condizioni, non è destinato a decrescere considerevolmente. Per di più Madrid deve sottostare a delle «condizioni»: Schäuble ha parlato di «regolazione forte», a cominciare dagli stipendi dei dirigenti delle banche sotto salvataggio. In cambio, gli europei hanno concesso alla Spagna un po' più di tempo per rientrare nei parametri di Maastricht, e raggiungere il 3% di deficit nel 2014 e non nel 2013 (la richiesta greca di due anni di grazia non è stata nemmeno presa in considerazione). La Spagna ha dovuto però accettare nuovi piani di austerità, Rajoy ha annunciato misure «importanti»: aumento del tempo di lavoro dei funzionari, aumento dell'Iva, tagli alle sovvenzioni per la casa.
Ieri sera intanto è arrivata a Madrid la «marcia nera» dei minatori delle Asturie, che dal 22 giugno hanno attraversato il paese contro i tagli ai bilanci pubblici e per salvare i loro 8mila posti di lavoro (Rajoy ha tagliato i finanziamenti europei alle miniere di carbone spagnole). Per il momento, quindi, i prestiti per salvare le banche andranno ancora ad appesantire il bilancio statale e faranno aumentare il debito. Non si sa se, una volta entrato in vigore il Mes, questo aggravio potrà venire cancellato anche in modo retroattivo. Gli stati «virtuosi» sono contrari, la Francia (con tutte le cicale) è a favore.
Juncker ha accettato l'accordo di rimanere fino a fine anno al vertice dell'Eurogruppo in cambio della nomina del governatore della Banca centrale del Lussemburgo, Yves Mersch, nel direttorio della Bce. E la Germania ha intascato, contro il pressing spagnolo che voleva il posto, la presidenza del Mes per Klaus Regling, oggi a capo del Efsf.
Giravolte e conclusioni che non hanno affatto convinto i mercati. Le borse, infatti, hanno confermato i timori per l'incertezza che prosegue nella zona euro. La moneta unica era ancora in calo rispetto al dollaro. Anche lo spread spagnolo è diminuito di poco, a 548 punti, mentre quello italiano resta stabile in zona «pericolosa» a 460. Gli investitori, invece, adesso prestano anche a Parigi a tassi negativi (a 3-6 mesi): dopo Germania, Olanda, Finlandia, Austria, anche la Francia di Hollande è considerata un «valore sicuro».

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