Scandalo Pedofilia nel Clero Non È giusto Ignorare le Assoluzioni

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C'è dell'ingiustizia nel modo in cui i media trattano lo scandalo della pedofilia del clero, che è cosa gravissima e che giustamente viene seguito con attenzione, ma che non giustifica sbilanciamenti informativi come quello dei giorni scorsi: è passata quasi sotto silenzio — in Italia solo una manciata di quotidiani ne hanno parlato — l'archiviazione negli Usa di un'accusa clamorosa e strumentale che due anni addietro aveva ottenuto un'eco mondiale e qui da noi era finita sulle prime pagine di tutti i quotidiani del 26 marzo 2010.
Venerdì scorso l'avvocato Jeff Anderson ha depositato presso la Corte distrettuale del Wisconsin una notifica di archiviazione dell'azione legale «John Doe 16 v. Holy See»: il famoso caso Murphy, un prete responsabile di una catena di abusi avvenuti tra il 1950 e il 1974, già noti ai media e dei quali si era occupata a suo tempo la giustizia americana. Il caso veniva rilanciato mirando ad affermare la diretta responsabilità della Santa Sede sugli abusi perpetrati dai sacerdoti di tutto il mondo e il coinvolgimento del cardinale Ratzinger nella copertura dei fatti relativi a Murphy quando questi vennero portati a conoscenza delle autorità vaticane alla metà degli anni Novanta del secolo scorso. 
Tutte quelle accuse sono cadute ma la loro caduta non ha provocato interesse. Conviene chiedersi il perché, andando oltre la segnalazione dell'abituale disparità di attenzione dei media per le assoluzioni rispetto alle accuse. Credo vi siano almeno tre motivi che portano al calor bianco l'attenzione dei media sugli abusi del clero cattolico rispetto ad analoghi reati compiuti da altre persone: il valore simbolico della figura del prete nella nostra cultura, l'importanza preponderante dell'istituzione cattolica rispetto a ogni altra compagine associativa, i convincimenti ideologici di chi approfitta dello scandalo per attaccarla. Sono ragioni comprensibili, seppure non sempre condivisibili. Ma esse non dovrebbero impedire che si segnali almeno nelle pagine interne la caduta di un'accusa alla quale si era data la prima pagina.

Commenti

avatar Nicola Giuliani
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Luigi Accattoli fa bene a evidenziare questa carenza. Lo scandalo fa notizia, il non scandalo no. Nel caso specifico,in cui si riteneva,a torto, addirittura coinvolto in responsabilità il Santo Padre,darne doverosa evidenza sarebbe stato più che opportuno. E’ da aggiungere che Benedetto XVI si sta attivamente adoperando per dare adeguata soluzione a questo grave problema. A Maggio prossimo se ne occuperà in particolare l’Assemblea dei vescovi per una definizione delle linee guida da seguire. Interessante a questo proposito l’approfondimento fatto dai due Gesuiti Giovanni Cucci, Hans Zollner con il libro “Chiesa e pedofilia: la ferita aperta “ – Libreria del Santo. Resta in ogni caso aperta la questione se celibato e voto di castità siano da considerarsi “contro natura” e “contro il volere divino” come diversi teologi e gli stessi “Fratelli maggiori dei cristiani” pare sostengano con convinzione.
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