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18 Gennaio 2012
Ieri a Milano la morte di un 60enne senza dimora. Oggi l’appello delle istituzioni. Don Davanzo (Caritas Ambrosiana): “Questa morte ha a che fare con un certo tipo di legge che porta gli immigrati irregolari a non chiedere aiuto per paura dell'espulsione”
MILANO - Il freddo pungente apre l'emergenza per gli immigrati irregolari. Martedì 17 gennaio è morto Amed A., 60 anni, senza dimora che viveva nei giardinetti di fronte al Fatebenefratelli. Era senza permesso di soggiorno. E Pierfrancesco Majorino, assessore al welfare, lancia un appello al Governo: "Intervenga per permetterci di accogliere nei nostri centri anche i clandestini. Oggi ce lo impedisce la legge che ha stabilito che la clandestinità è un reato. È indegno che di fronte a un uomo che vive in strada e rischia di morire non possiamo accoglierlo solo perché non ha i documenti in regola".E si associa all'appello anche il direttore di Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo: "I centri di accoglienza ci sono, anche se non si fa mai abbastanza per aiutare i poveri. Però questa morte ha a che fare con un certo tipo di legge che porta gli immigrati irregolari a non chiedere aiuto per paura dell'espulsione, con conseguenze a volte tragiche". (Dp)
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