|
21 Dicembre 2010
ROMA – Il freddo non è un'emergenza. Ne è convinto Paolo Pezzana, il presidente della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, che denuncia il fallimento dell'approccio in chiave emergenziale. “Esiste una grande distanza – spiega – tra gli appuntamenti e gli obiettivi dell'Unione Europea e quello che accade ogni giorno nella cruda e drammatica realtà. L'Unione Europea ci dice che combattere l'homelessness è possibile. Per fare ciò occorre che le risposte ed il sistema dei servizi possano essere inseriti entro un quadro ed una strategia di politiche da attivarsi a livello europeo e nazionale. Politiche capaci non solo di dare una risposta ai bisogni primari, ma di porsi l'obiettivo di aiutare le persone a uscire dalla marginalità e di attivare azioni di prevenzione”. Per Pezzana è necessario “recepire davvero le indicazioni dell'Unione Europea che chiede una politica ambiziosa di interventi per il contrasto della marginalità e della povertà dei senza dimora”.Giudicato fallimentare l'approccio in chiave emergenziale: "Recepire davvero le indicazioni dell'Unione Europea che chiede una politica ambiziosa di interventi"
Il Parlamento europeo ha indirizzato, in occasione della fine del 2010, un ulteriore invito di intervento alla Commissione europea e al Consiglio d'Europa per la creazione di politiche efficaci di contrasto alla homelessness, ricorda Pezzana. Il Parlamento si è espresso quindi con la Dichiarazione 61 che delinea nettamente alcuni “no”: evitare che nessuno dorma all'addiaccio; che nessuno viva in sistemazioni di emergenza utilizzate oltre il periodo di "emergenza"; che nessuno viva in sistemazioni temporanee utilizzate oltre il periodo necessario per trovare un alloggio definitivo; che i cittadini non ottengano opzioni in materia di alloggio dagli istituti competenti; che i giovani perdano l'alloggio a seguito della transizione verso la vita indipendente.
© Copyright Redattore Sociale























Commenti