Rimesse, in Italia ogni straniero manda a casa 1.500 euro all’anno

Stampa
PDF

Dossier Caritas/Migrantes. Verso l’Asia 440 miliardi di dollari da tutto il mondo, in crescita nonostante la crisi. Dal nostro paese rimesse in calo, ma la colpa è dei costi delle transazioni: verso la Cina il costo medio è del 18%

ROMA – L’ammontare delle rimesse dei lavoratori migranti superano gli aiuti ufficiali allo sviluppo elargiti dalle istituzioni internazionali e nell’ambito dei programmi di cooperazione: in questo contesto l’Asia è il continente nel quale si indirizza la maggior parte dei flussi mondiali. A metterlo in evidenza è il Dossier Caritas/Migrantes nel corso del convegno organizzato a Manila in occasione dell’annuale viaggio di studio intercontinentale cui partecipano i redattori centrali e regionali. Nelle aree in via di sviluppo – scrive Alberto Colaiacomo nella sua relazione riprendendo dati della World Bank – nelle aree in via di sviluppo nel corso del 2010 sono arrivati 325 miliardi di dollari inviati da cittadini espatriati, ammontare pari a una cifra che raggiunge il 10% del Pil. I trasferimenti internazionali di denaro sono tornati a crescere dopo una flessione del 2009, confermando come essi tendano “a rafforzarsi nelle fasi di recessione rappresentando per le economie dei paesi in via di sviluppo un flusso più stabile rispetto ad altre forme di mutualità internazionale”.

L’Asia è il continente ove si indirizza la maggior parte dei flussi mondiali (440 miliardi di dollari) e che vede l’India e la Cina, con circa 50 miliardi di dollari ognuna, come paesi che beneficiano dei maggiori introiti. Nelle Filippine (quarto posto assoluto) arrivano 21,3 miliardi di dollari. Particolare rilevanza, se raffrontati con i rispettivi Pil, i flussi monetari che giungono in Tajikistan (35,1% del Pil), Nepal (22,9%) e Libano (22,4 %). Come avviene negli altri paesi dell’Ue, le rimesse inviate dall’Italia sono in calo: nel 2010 è stata pari a 6,6 miliardi di euro, con una flessione del 5,4% rispetto all’anno precedente: un aspetto – viene spiegato – dovuto, più che alle dinamiche legate alla congiuntura economica, alla normativa che tra il 2009 ed il 2010 si è più volte modificata abbassando il limite di invio fino ai 2mila euro.

Nel corso dell’ultimo anno, l’Asia è il continente che più ha beneficiato delle rimesse originate dall’Italia (con 3 miliardi di euro, 47,4% di tutti i flussi), seguono i paesi europei (27,4%), l’Africa (12,5%) e le Americhe (11,6%). Tra tutti i paesi, la Cina è quello a cui viene inviato il maggior volume di rimesse con 1,7 miliardi di euro, seguito da Romania (800 milioni di euro), Filippine (712 milioni di euro) e Marocco (251 milioni di euro). Di rilievo anche i flussi inviati in Bangladesh (193 milioni), India (132 milioni), Sri Lanka e Pakistan (75 milioni cadauna). Le principali nazioni di destinazione mostrano, anche in questo caso, una riduzione annuale: per la Cina la variazione si attesta a -10,2%, per le Filippine a -11,1% e per la Romania a -3%. Mediamente, nel corso del 2010, ogni straniero presente in Italia ha inviato nel proprio paese 1.500 euro annui. Il livello procapite sale molto nel caso dei cinesi che inviano in patria poco più di 9mila euro a testa, dei filippini con 7.760 euro e dei senegalesi e bengalesi (rispettivamente 3.100 e 2.600 euro).

Il Dossier Caritas/Migrantes segnala anche il fattore cruciale dei costi delle transazioni: a livello mondiale c’è stata negli ultimi due anni una diminuzione del costo medio di rimessa attraverso il settore bancario dal 9,8% all’8,7%. In particolare, a livello italiano c’è il problema dello sbilanciamento verso gli operatori di Money transfer che – viene spiegato - pur offrendo servizi veloci, capillari e disponibili in fasce orarie più ampie, praticano prezzi superiori rispetto al sistema bancario. In questo contesto, i paesi asiatici, pur rappresentando i “corridoi” più utilizzati, continuano a ricevere le condizioni meno favorevoli con il costo medio delle rimesse che ammonta al 18% per la Cina, il 14% per il subcontinente indiano e il 12,5% delle Filippine. (ska)

 

© Copyright Redattore Sociale

Commenti

Nome *

Code   
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potra' essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Invia commento

Utenti Online

Ora Online:
  • Nessun membro
  • 270 Visitatori
  • Nessun robot
Ultimi Iscritti:
  • Barbara
  • Gianni
  • Andrea Alessandro Nesti
  • Massimiliano
  • giuseppe

Statistiche

Utenti : 290
Contenuti : 30628
Link web : 29
Tot. visite contenuti : 7805861
I Diritti globali su Communitas
La sintesi del Rapporto 2010 nel numero 47 di Communitas
Leggi l'indice del fascicolo


News da Global Rights

Disclaimer


Questo sito è da considerarsi un blog e non una testata giornalistica. Non persegue alcuno scopo commerciale e l’accesso è totalmente gratuito. Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet, così come articoli e notizie; qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi e verranno prontamente rimosse.
Di ogni articolo pubblicato in questo sito è indicata chiaramente la fonte e l'autore. Non necessariamente il sito www.dirittiglobali.it condivide i contenuti e le opinioni che pubblica e che provengono da altre fonti e testate, rispetto a cui declina dunque ogni responsabilità.
I commenti dei lettori non sono da attribuirsi a www.dirittiglobali.it, ma ai lettori stessi, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità.
La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009

Protesta di rom e sinti a Roma

LIBERE DI SCEGLIERE

Voci dal deserto

Il carcere spiegato ai ragazzi

Categorie NEWS

Contenuti più letti