Adottata la Carta mondiale dei migranti

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Prima dell’apertura ufficiale del Forum sociale mondiale, oltre 150 delegati delle associazioni di migranti si sono riuniti nell'isola di Goreée, da cui partivano le navi cariche di schiavi. La Carta difende la libera circolazione delle persone

DAKAR - Più di 150 i delegati delle associazioni migranti arrivati a Dakar da tutto il mondo per partecipare al Fsm e adottare La Carta Mondiale dei Migranti. La proposta è stata lanciata nel 2006 a Marsiglia da un gruppo di sans papiers ed è stata adottata venerdì scorso a Gorée, “l’isola degli schiavi” a pochi chilometri da Dakar,  precedendo l’apertura ufficiale del Forum. La Carta difende la libera circolazione delle persone, la soppressione dei visti e delle frontiere, l’uguaglianza dei diritti per coloro che vivono in uno stesso spazio geografico, l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. Dal 2006 hanno aderito al progetto della Carta associazioni migranti da tutto il mondo costituendosi in diversi coordinamenti: europeo, africano asiatico e latino-americano.

La Carta  è il frutto di una stesura collettiva, dopo due giorni di dibattito e confronto tra i presenti: a Gorée si sono incontrate associazioni, reti e singoli; presenti le associazioni dei senegalesi immigrati in Italia come Stretta di Mano di Mantova, Sunugal Associazione Senegalesi di Milano e l’Associazione Senegalesi di Torino (Ast) tutte impegnate nel Comitato Primo Marzo. Per Jelloul Ben Hamida, dalla Tunisia immigrato in Francia negli anni Novanta, oggi coordinatore della Carta, migrante è colui che ha conosciuto uno spostamento volontario o forzato e di conseguenza un cambiamento; colui che ha l’identità sospesa tra due luoghi: un territorio d’origine e un territorio di accoglienza.

Per Hamida l’adozione della Carta rappresenta un momento storico: “Gorée  è un luogo carico di significati: è il simbolo della tratta, da qui parte la prima confisca dell’umanità e oggi si sono ritrovati i discendenti di coloro che furono schiavi o schiavisti per ridefinire la protezione dei diritti dei migranti  e per costruire un mondo migliore senza muri. I migranti oggi non sono le vittime della crisi, ma i protagonisti di un cambiamento storico – continua Hamida - abbiamo iniziato a parlare della Carta a Marsiglia nel 2006 in 7-8 persone: oggi siamo qui a Dakar in duecento. Spero che il movimento diventerà sempre più numeroso intorno alla Carta. Ora è compito delle associazioni coinvolte appropriarsi dei contenuti e diffonderli organizzando manifestazioni e iniziative in tutto il mondo per renderla pubblica e raggiungere le istituzioni”. Con il sostegno della fondazione svizzera “Charles Leopold Mayer pour le progrés de l’homme”, il coordinamento della Carta si è dotato di strumenti per la comunicazione  e ha diffuso il progetto via Web: www.cmmigrants.org. (Monica Di Bari)

 

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