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03 Gennaio 2012
Nomisma: il nostro carburante è il più caro d´Europa. Le nuove tariffe avranno un effetto sull´inflazione. "Si rischia di vanificare i benefici della tassazione"Arrivano le accise regionali, ricaduta sul pieno degli italiani. Gli enti locali: siamo costretti a varare la manovraCome promesso, le Regioni aumentano le tasse e danno una nuova spinta al prezzo della benzina I consumatori al ministro: convochi le compagnie petrolifere
La benzina sfiora - e in diversi distributori del Centro e del Sud raggiunge - quota 1,8 euro al litro. Un ennesimo record che - letto assieme agli aumenti di Capodanno su elettricità, gas e pedaggi autostradali - mette a dura prova i budget delle famiglie e fa lanciare ai consumatori l´allarme: «Costi incredibili, conseguenze drammatiche».Ieri, segnala il monitoraggio di Quotidiano energia, il prezzo della verde ha toccato (all´Ip) il tetto di 1,738 euro (l´Eni si è "fermata" a 1,730). Aumento questo legato allo scatto delle addizionali sul carburante che diverse regioni (Toscana, Lazio, Liguria, Marche e Umbria) hanno applicato dal primo gennaio. Ritocchi di pochi centesimi destinati però ad alimentare un effetto moltiplicatore sui prezzi visto che - segnala la Coldiretti - in Italia l´86 per cento dei trasporti viaggia su strada e i costi aggiuntivi inevitabilmente su scaricano sul consumatore finale.
Per il momento, comunque, la colpa dell´aumento è tutta fiscale, tanto che il prezzo del diesel - non toccato dall´addizionale - è rimasto fermo a 1,7 euro al litro. E anche se le Regioni interessate considerano inevitabile l´aumento («abbiamo dovuto applicarlo, lo ha imposto l´ex ministro Tremonti per coprire il Fondo alluvioni», specifica la Liguria) certo è che le conseguenze sui budget familiari saranno pesanti.
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, stima che i ritocchi del prezzo della benzina potrebbero comportare un innalzamento dell´inflazione dello 0,3 per cento raggiungendo quindi il 3,6 per cento a febbraio. «Tutta la partita energetica pesa sul paniere per l´11 per cento, gli effetti cominceranno a vedersi già nelle prossime settimane - precisa - In Italia si consumano ogni anno 40 milioni di tonnellate di carburante, quota necessaria a garantire la mobilità, e nell´ultimo anno il prezzo medio è aumentato di 30 centesimi, di cui 20 legati alla tassazione. Un livello che non ha precedenti negli ultimi venti anni e che ci porta al primo posto in Europa per il costo dei carburanti. Recuperare entrate era obbligatorio. Ma se non ci saranno interventi sulla crescita, gli effetti dell´inflazione vanificheranno gli sforzi fatti con questa supertassazione».
Far leva sulla benzina, d´altra parte, è una delle strade più facili per fare cassa: dall´inizio dell´anno le accise sono state ritoccate cinque volte. Ma gli effetti sui bilanci familiari, per via dei costi diretti e indiretti, possono essere ancora più evidenti. E´ quello che temono le associazioni dei consumatori: per Adusbef e Federconsumatori - tra aumento dei carburanti, aumento delle tariffe autostradali e conseguenti rincari da costo del trasporto sugli alimentari - le famiglie italiane nel 2012 dovranno fare i conti con una stangata da 353 euro, di cui 192 solo legati solo al pieno di benzina. Casper - il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio formato da Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - ha chiesto al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera di convocare al più presto consumatori e compagnie petrolifere.











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