SPENDERE MENO NON È IMPOSSIBILE

Stampa
PDF
Molti investitori (ma anche il Fondo monetario e l'Ocse) temono che l'Europa e l'Italia possano avvitarsi in una spirale pericolosa. Debiti elevati (in rapporto al Pil) richiedono politiche di bilancio restrittive; queste generano recessione e abbassano una crescita che già langue, col risultato che il rapporto debito-Pil, anziché ridursi, cresce. A questo punto si rendono necessari aggiustamenti fiscali ancora più forti, e così via. Da anni ci dibattiamo in questo dilemma. Come uscirne?
L'esperienza di grandi correzioni dei conti pubblici attuate in alcuni Paesi industriali insegna due cose fondamentali. Primo: correzioni dei conti ottenute riducendo la spesa pubblica sono state meno recessive di quelle attuate aumentando le tasse, e quindi sono state più efficaci nel comprimere il rapporto debito-Pil. Secondo: le correzioni che hanno avuto successo (perché non hanno causato recessioni) sono state accompagnate da liberalizzazioni. Il motivo è che l'apertura dei mercati ha compensato i potenziali effetti recessivi del taglio del deficit.
Come si spiegano questi risultati? Immaginiamo una riduzione del deficit ottenuta alzando le tasse. L'effetto sarà una riduzione del potere d'acquisto dei cittadini. Non solo: i lavoratori (specialmente quando sindacalizzati) chiederanno e otterranno un aumento dei loro salari per compensare (almeno in parte) l'aumento delle tasse. Questo fa salire il costo del lavoro per le imprese. Il risultato: più costi e meno consumi.
Inoltre, se lo Stato non riduce la spesa, i cittadini si aspetteranno che prima o poi le tasse aumentino di nuovo: un altro motivo per cui i consumi languono.
Immaginiamo invece tagli di spesa che permettano di ridurre almeno di un po' la pressione fiscale. Il meccanismo che s'instaura è opposto. Il costo del lavoro tende a scendere (perché si riduce il cuneo fiscale) e la riduzione di consumi dovuta ai tagli di spesa (che comunque sarebbe modesta se si tagliasse spesa improduttiva) è compensata dalla riduzione del costo del lavoro. Questo consente alle imprese di abbassare i prezzi soprattutto se le liberalizzazioni sono accompagnate da un rafforzamento dell'Antitrust. Inoltre, le liberalizzazioni fanno crescere la produttività: un altro motivo per cui i prezzi potrebbero scendere. 
Quindi: bene le liberalizzazioni del governo Monti e le riforme (per ora solo annunciate) del mercato del lavoro. Bene la riforma delle pensioni. Male invece la decisione di ridurre il deficit aumentando le tasse, senza tagliare la spesa.
Il governo ha davanti ancora un anno: abbastanza per correggere la parte insoddisfacente del suo programma. Anche gli investitori conoscono gli studi che mostrano che solo riduzioni di spesa sono in grado di allentare la morsa del debito. Una correzione di rotta farebbe scendere i tassi di interesse aiutando la crescita.
Resta molto lavoro da fare, ma siamo certamente avanti rispetto alla Francia dove François Hollande, candidato socialista che potrebbe vincere le presidenziali di maggio, promette aumenti (non tagli!) di spesa per 20 miliardi di euro, accompagnati da maggiori imposte per 26 miliardi e una riduzione (proprio così) dell'età pensionabile a sessanta anni. Basterebbe il suo programma per far togliere tutte le «A» al debito francese.

Commenti

Nome *

Code   
La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso dirittiglobali.it potra' essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Invia commento

Utenti Online

Ora Online:
  • Nessun membro
  • 283 Visitatori
  • Nessun robot
Ultimi Iscritti:
  • Barbara
  • Gianni
  • Andrea Alessandro Nesti
  • Massimiliano
  • giuseppe

Statistiche

Utenti : 290
Contenuti : 30633
Link web : 29
Tot. visite contenuti : 7806599
I Diritti globali su Communitas
La sintesi del Rapporto 2010 nel numero 47 di Communitas
Leggi l'indice del fascicolo


News da Global Rights

Disclaimer


Questo sito è da considerarsi un blog e non una testata giornalistica. Non persegue alcuno scopo commerciale e l’accesso è totalmente gratuito. Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet, così come articoli e notizie; qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi e verranno prontamente rimosse.
Di ogni articolo pubblicato in questo sito è indicata chiaramente la fonte e l'autore. Non necessariamente il sito www.dirittiglobali.it condivide i contenuti e le opinioni che pubblica e che provengono da altre fonti e testate, rispetto a cui declina dunque ogni responsabilità.
I commenti dei lettori non sono da attribuirsi a www.dirittiglobali.it, ma ai lettori stessi, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità.
La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009

Protesta di rom e sinti a Roma

LIBERE DI SCEGLIERE

Voci dal deserto

Il carcere spiegato ai ragazzi

Categorie NEWS

Contenuti più letti