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19 Ottobre 2011
Nell'aprile del 2010, si tenne un seminario scientifico nella sede del parlamento, cui parteciparono anche esponenti dei corpi nazionali della polizia antidroga, dell'istituto nazionale per il controllo dei prodotti farmaceutici, e dell'ispettorato per il controllo delle sostanze narcotiche del ministero della Salute. Dall'incontro emerse un ampio accordo sull'opportunità di eliminare le restrizioni sull'uso e sulla ricerca scientifica della cannabis medica. Il passo da fare è la modifica della norma contenuta nella legge 167/1998, che proibisce di coltivare canapa con un contenuto di Thc superiore allo 0,3%. Nella primavera di quest'anno, è iniziato il processo di modifica della legge, nell'ambito del Piano Legislativo Governativo del 2011. Sembra però che il ministero della Salute abbia completamente dimenticato le indicazioni del seminario. È un'inerzia allarmante, cui i pazienti, così come i medici e gli scienziati convinti delle potenzialità della cannabis insieme alla parte dell'opinione pubblica più sensibile, hanno risposto promuovendo la petizione.
La Repubblica Ceca non riconosce lo strumento del referendum e la petizione non è un atto cogente, permette però di rendere visibile il problema e di fare pressione sui politici. Dopo poco più di un mese, le firme erano 7200. C'era anche quella della Presidente della Camera dei Deputati, Miroslava Nemcova, mentre il primo ministro, Petr Necas, ha scritto una lettera di sostegno. Un mese dopo il Consiglio Governativo per il coordinamento della politica delle droghe ha insediato un gruppo di lavoro, col mandato di indicare le modifiche legislative. Del gruppo fanno parte esperti del ministero della Salute, della Giustizia, dell'Istituto Nazionale per il Controllo della Droga, e di altre istituzioni.
Ci sono diversi modi per risolvere il problema: il primo è di permettere la coltivazione legale nella repubblica Ceca, un altro è di autorizzare l'importazione della cannabis dall'estero, o sotto forma grezza oppure di prodotto farmaceutico finito. Il gruppo di lavoro chiederà agli operatori medici di identificare le patologie per le quali può essere indicato il trattamento. «Mi aspetto di vedere presto le proposte e di poterle discutere, in modo da terminare entro Natale. Il risultato finale dipenderà dalla velocità del governo, del parlamento e del senato di approvare le modifiche»: così il dottor Tomas Zima, che presiede il gruppo di lavoro e che nel 2010 aveva organizzato il seminario in parlamento. (www.encod.org)











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