Eurozona La Germania occupa il bilancio

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Vali Ivan / Adevărul

I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.

"Un'ombra si stende sul Consiglio europeo di oggi a Bruxelles", scrive Público: "L'ombra di una proposta tedesca secondo cui il governo greco dovrebbe essere posto sotto il controllo diretto di un commissario al bilancio con poteri decisionali". Secondo il quotidiano portoghese la proposta rappresenta un problema serio, perché

una cosa è vedere la sovranità finanziaria limitata da circostanze particolari, come quelle attraversate in questo periodo dal Portogallo o dalla Grecia, un'altra è constatare che la sovranità politica viene trattata come un problema secondario.

Secondo Le Monde, se la proposta tedesca rivelata dal Financial Times dovesse essere approvata dai 27 in occasione del Consiglio europeo, la Grecia

dovrebbe impegnarsi a 'utilizzare gli incassi dello stato prima di tutto per affrontare il debito', ovvero per rimborsare gli interessi dei presti contratti. Secondo il documento questa cessione della sovranità dovrebbe in seguito essere iscritta 'a pieno titolo' nella legislazione nazionale greca, 'preferibilmente attraverso una modifica costituzionale'.

Com'era prevedibile, la proposta tedesca ha scatenato le ire della stampa greca. “Nein, nein, nein”, titola Ta Nea, opponendo il suo rifiuto alla perdita della sovranità nazionale e della tredicesima e quattordicesima del salario minimo. Il quotidiano fa appello

al governo, ai partiti politici e ai sindacati affinché creino un fronte di negoziazione forte, da opporre ai creditori e ai supervisori del pese. Per parlare con una sola voce dobbiamo mettere da parte le strategie personali, gli obiettivi dei partiti, le rivalità e le considerazioni elettorali. Niente di tutto ciò ha valore se perderemo la lotta per la nazione.

Su To Ethnos l'editorialista Georges Delastik scrive che l'idea di Berlino

non può provenire da un paese amico. Il documento ricorda le condizioni dettate da un conquistatore a una popolazione sottomessa, e dunque deve essere trattato dal popolo greco come un attacco ostile da parte di uno stato che vuole distruggere la sovranità della Grecia, come ha già fatto Hitler nell'aprile 1941 […] Un nuovo Gauleiter deciderà quando chiudere le scuole e gli ospedali e non pagare più gli stipendi e le pensioni. Gli spregevoli tedeschi si preparano a portare i greci letteralmente alla fame. […] Questo documento rivela il volto laido dell'eurozona e dell'Ue del XXI secolo.

Secondo la tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung, la proposta è "un diversivo a uso esclusivo della politica interna". Il quotidiano economico precisa che nessun commissario è in grado di porre fine alla crisi. Ricordando l'esempio di Ottone I, il sovrano bavarese che ha regnato sulla Grecia tra il 1832 e il 1862, la Faz scrive che

si potrebbe discutere se i greci abbiano vissuto durante il regno di Ottone uno sviluppo paragonabile a quello della Baviera. Ma sarebbero gravati dai debiti tanto quanto lo è oggi la Baviera. Fino a quando ci saranno gli aiuti, nessun commissario proveniente da Bruxelles o Berlino sarà in grado di risanare l'amministrazione di Atene. Basta osservare la sperequazione in Germania. La città di Berlino consuma i miliardi provenienti dalla Baviera, senza che lo stato federale riesca a convincere i berlinesi a cambiare il loro stile di vita "sexy". E le cose continueranno così fino a quando coloro che ricevono saranno più numerosi di coloro che danno. Nell'Ue succede la stessa cosa. Soltanto il randello dei tassi d'interesse o la minaccia credibile di un'espulsione dall'euro potrebbero forzare il cambiamento.

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