|
17 Gennaio 2012
Nessuno vuole un processo sommario. A cominciare dalla famiglia Arrigoni che, peraltro, si è già espressa contro l'eventuale condanna a morte degli imputati. I diritti dei 4 alla sbarra vanno pienamente garantiti. Lo avrebbe voluto lo stesso Vittorio che non si stancava di esortarci a «restare umani», in ogni circostanza. Ma il processo si sta trasformando in una farsa, con udienze che durano in media 5 minuti, con un pubblico ministero abulico e una difesa che vede accolte tutte le sue richieste. Intanto il tempo passa. Dieci udienze (più due preliminari, a luglio ed agosto) non sono bastate a far entrare nel vivo il dibattimento e a fare luce su di un rapimento e un assassinio compiuti da un gruppo (presunto) salafita, che continuano a generare interrogativi e ad alimentare il sospetto di una regia esterna. A ciò si aggiunge l'assenza ieri in aula, per la seconda volta consecutiva, di Amr Abu Ghoula, uno dei quattro imputati accusati di reati minori e, per questa ragione, a piede libero. Il presidente della corte militare, il 5 gennaio, ne aveva ordinato il fermo per non essersi presentato all'udienza. Abu Ghoula si trova in stato di arresto o è ancora ricercato? Ieri nessuno ha saputo darci una risposta precisa.
Eppure le corti militari di Gaza, quando vogliono, sanno essere rapide e spietate. Hanno appena emesso una nuova condanna a morte, la prima del 2012, la 36.ma da quando Hamas ha preso il potere a Gaza nel 2007. L'11 gennaio un tribunale ha condannato all'impiccagione un palestinese di 48 anni, colpevole di collaborazionismo con imprecisate forze ostili e di complicità in un omicidio.











La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009







Commenti