«E' l'ultima occasione»

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Editoria nel Milleproroghe Il Rifinanziamento del Fondo. Sempre di più i giornali a rischio

ROMA - Mediacoop, l'associazione che riunisce i giornali di cooperativa, non potrebbe dirlo più chiaramente: «E' l'ultima occasione per riaffermare un ruolo centrale dell'informazione di cooperativa, di idee e di partito nella salvaguardia del pluralismo dell'informazione». Peccato che chi dovrebbe recepire il messaggio, il governo Monti, fino a oggi ha fatto orecchie da mercante facendo finta di non capire che la sua inerzia sta di fatto mettendo il bavaglio a una buona fetta dell'informazione di questo Paese. 
La discussione al Senato del decreto Milleproroghe è l'ultima occasione di cui parla l'associazione. E per questo è già cominciato tra i senatori di tutti i partiti un lavoro per arrivare alla presentazione di alcuni emendamenti bipartisan che rifinanziano con 100 milioni di euro il fondo per l'editoria. A favore si sarebbero già detti senatori di Pd, Lega nord, Pdl, Italia dei Valori e Udc. «E' la riprova della sensibilità bipartisan sempre mostrata per questa parte dell'informazione», spiega Mediacoop. Un'attenzione che del resto si era manifestata nelle scorse settimane anche alla Camera quando, sempre in sede di discussione del Milleproroghe, la commissione Cultura aveva chiesto al governo un intervento in favore dell'editoria in crisi. Richiesta che però è caduta come al solito nel vuoto.
Ora si ricomincia con i nuovi emendamenti, nella speranza che questa volta a nessun tecnico venga in mente di sancirne l'inammissibilità. Intanto è al lavoro anche Paolo Peluffo, il nuovo sottosegretario con delega all'editoria che ha sostituito Carlo Malinconico. Stando ad alcune indiscrezioni Peluffo starebbe pensando a un trasferimento dal fondo per le emergenze, il cosiddetto fondo Letta, di circa 50 milioni, più altri 15 ancora da reperire. Il che, tenuto conto dei 53 milioni di euro sopravvissuti, porterebbe il fondo per l'editoria a circa 120 milioni di euro. Cifra del tutto insufficiente a salvare molte delle testate a rischio, anche perché sui tempi dell'eventuale intervento resta il buio più fitto.
La gravità della situazione è stata sottolineata ieri anche dalla Federazione nazionale della stampa, per la quale ormai «bisogna agire presto, su più fronti, per tutelare l'occupazione e il diritto a un pluralismo dell'informazione, sale della democrazia». In un comunicato, la Fnsi sottolinea come proprio il decreto Milleproroghe può essere l'occasione per risolvere situazioni ormai drammatiche. Anche perché l'elenco dei giornali chiusi a causa dell'indifferenza del governo si allunga ogni giorno di più. «Dopo la sospensione della pubblicazione di Liberazione, attualmente in una delicata trattativa per uno spiraglio di ripresa - prosegue la Fnsi - e dopo l'analoga, obbligata, situazione de La Cronaca di Piacenza e di Cremona, oggi (ieri, ndr)si è aggiunta anche la notizia del blocco dell'attività e cassa integrazione per 35 giornalisti dell'Informazione/Domani di Bologna, Reggio Emilia e Modena. Ricordiamo - conclude la Federazione della stampa - che la certezza dei finanziamenti è fondamentale per l'accesso al credito senza il quale è impossibile la prosecuzione delle attività».

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