"Stop collaborazione sull´immigrazione se l´Unione europea sostiene i ribelli"
Fonte: FRANCESCO VIVIANO - la repubblica
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21 Febbraio 2011
La minaccia del Colonnello. La replica: "Basta violenze". Centinaia di clandestini in arrivo a Lampedusa Frattini: "Siamo preoccupati"
LAMPEDUSA - «Se l´Unione europea non cesserà di sostenere le rivolte in corso in Libia, Tripoli cesserà ogni cooperazione con la Ue in materia di gestione dei flussi migratori»: è la minaccia del regime di Gheddafi, consegnata all´Ungheria, presidente di turno dell´Unione europea. Se si rompe l´argine libico, decine di migliaia di extracomunitari, che da mesi sono "prigionieri" in Libia dove lavorano come schiavi oppure rinchiusi in centri di accoglienza, sarà un esodo biblico. L´allarme era stato lanciato nei giorni scorsi anche dall´intelligence, e viene amplificato dall´ultimo disperata mossa del Raìs per salvare la sua leadership. A rendere nota la minaccia libica è stata l´ambasciata a Tripoli dell´Ungheria. Il portavoce, Gergely Polner, ha rivelato che «l´ambasciatore ungherese in Libia è stato convocato giovedì scorso per una nota di protesta. «Se l´Ue non smetterà di sostenere i manifestanti - è stata la minaccia - la Libia interromperà gli accordi di cooperazione sull´immigrazione illegale». l´Unione Europea respinge quello che chiama «un vero e proprio ricatto». E chiede al regime di Gheddafi di far cessare tutte le violenze contro i manifestanti. «Noi - ha replicato Catherine Ashton, rappresentante della politica Estera dell´Ue - facciamo solo ciò che è giusto, chiediamo moderazione, ed esortiamo a mettere fine subito alla repressione per dar spazio al dialogo con chi chiede più libertà». La minaccia libica è molto concreta. Da settimane i trafficanti di esseri umani, spesso in società con militari e poliziotti che in cambio di denaro chiudono un occhio per far partire dalle coste libiche migliaia di nigeriani, somali, eritrei e di altri paesi del Corno d´Africa, si starebbero organizzando per far imbarcare migliaia e migliaia di disperati. Il nostro ministro degli Esteri non nasconde l´allarme. «L´Italia - dice Franco Frattini, che ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton anche su Egitto e Tunisia - sta seguendo molto da vicino tutte le situazioni nel nord Africa, ed è preoccupata per le ripercussioni sui flussi migratori nel Mediterraneo». E a Lampedusa, aumenta la tensione: ieri sono arrivati nell´isola poco meno di un centinaio di extracomunitari con barche partite dalla Tunisia, ma altre carrette cariche di immigrati sono state avvistate ieri sera da un aereo della guardia costiera a circa 15 miglia dall´isola. L´arrivo in porto è previsto in nottata. Intanto, sono giunti sull´isola i primi esperti di Frontex, dopo le richieste di aiuto lanciate da Roma alle istituzioni europee. La missione, chiamata Hermes, prevede l´impiego di mezzi aerei e navali aggiuntivi di Italia e Malta per pattugliare le acque tra l´Africa e Lampedusa. Nei giorni seguenti partirà la seconda fase dell´operazione con l´invio di una ventina di esperti: loro compito sarà quello di accertare la nazionalità dei nordafricani sbarcati sull´isola e di prevenire possibili attività criminali. E giovedì prossimo il tema della massiccia ripresa dei flussi migratori dall´Africa sarà all´ordine del giorno della riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai) dei 27 in programma a Bruxelles.
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