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03 Febbraio 2012
Il Cipmo di Milano è in grave difficoltà, i contributi delle istituzioni locali sono diminuiti di oltre il 50%. Già, la «merce» prodotta e messa sul mercato è astratta: si chiama pace, sogno, sfida. Un'esperienza unica in Europa: le prime grandi conferenze internazionali tra israeliani e palestinesi, tra l'89 e il '93; i seminari riservati tra Likud e Fatah; decine di incontri anche segreti, convegni. Ora si rischia di chiudere, inizia una campagna (www.cipmo.org/sostienici.html), il nostro Sette se ne occupa con un articolo e qualcuno si muove, senza appiccicarsi etichette politiche, senza faziosità. Lo fa per primo Arturo Schwarz, critico d'arte, grande collezionista, mecenate e insieme — come ama definirsi — «anarchico che crede nel dialogo e nei compromessi anche dolorosi». Organizza in collaborazione con la Casa d'Aste Porro di Milano e Moretti & Vitali Editori, un evento benefico a favore della fatica e dell'impegno profusi da Cingoli & C. in questi lunghi anni.
Ma la cosa più sorprendente è la risposta di artisti e collezionisti che finora hanno donato oltre quaranta opere: le firme vanno da Alik Cavaliere a Man Ray, Arnaldo Pomodoro, Stefano Levi Della Torre, Renzo Margonari, Ugo Nespolo, Maria Mulas, Emilio Isgrò... Alla faccia delle bandiere israeliane bruciate, dell'islamofobia, di tutti i nostri militanti da curva sud.











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Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009







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