|
15 Febbraio 2012
Basato in Turchia (ma il suo leader Bhouran Gharioun vive a Parigi da decenni, sostiene però di rappresentare l'80% dei siriani), il Cns, attraverso i suoi «osservatori sui diritti umani» da Londra e i cosiddetti «Comitati di coordinamento locale», è la fonte quasi esclusiva delle notizie pubblicate sui media che accreditano la versione di una «rivolta a mani nude contro il dittatore».
A differenza dei settori dell'opposizione favorevoli al negoziato e non alla lotta armata né all'ingerenza straniera, il Cns rifiuta ogni possibile negoziato e mediazione (come il Cnt libico, a suo tempo). Non ne ha bisogno, perché ha trovato molti alleati fra i paesi occidentali e le petro-monarchie del Golfo, ai quali ha chiesto da tempo l'imposizione di una no-fly zone «per la protezione dei civili» (per esempio in ottobre e in gennaio: www.wallstreetitalia.com/article/1307700/siria-opposizione-invoca-intervento-onu-serve-no-fly-zone.aspx). Del resto come vari analisti hanno spiegato, soprattutto nel caso siriano la no-fly zone non avrebbe senso e dovrebbe piuttosto sfociare in un vero e proprio sostegno aereo anti-Assad.
Il Cns ha stretto in dicembre un patto di collaborazione (http://www.nytimes.com/2011/12/09/world/middleeast/factional-splits-hinder-drive-to-topple-syrias-assad.html?_r=1&pagewanted=all) con il cosiddetto "Esercito siriano libero".
Il rappresentante del Cns in Italia (e organizzatore della manifestazione del 19 a Roma) è Mohammed Noor Dachan. Sul sito del Cns risulta affiliato alla Fratellanza musulmana (http://www.syriancouncil.org/en/members/item/241-mohammad-nour-dachan.html). Lui sostiene che l'Esl è fatto di «soldati, sottufficiali e ufficiali che hanno scelto di rifiutare di sparare alla gente comune disarmata e non è un esercito di guerra, ma ha solo l'obiettivo di difendere le manifestazioni». In realtà l'Esl è responsabile di uccisioni di soldati e civili siriani (ci sono elenchi nominativi documentati) e atti di sabotaggio e terrorismo (di recente decine di morti in esplosioni ad Aleppo). Accanto all'Esl l'intervento armato occidentale e delle petro-monarchie c'è già e da tempo. Non sotto forma di bombardamenti ma di finanziamenti e invio di armi, consiglieri e mercenari.
Mentre la Turchia offre la base logistica all'Esl, Qatar e altri paesi non fanno mistero del loro appoggio «diplomatico» e finanziario e in armi; a metà gennaio lo sceicco Bin Khalifa Thani ha dichiarato la volontà di mandare truppe. Inglesi e francesi hanno confermato di aver mandato unità ad assistere i rivoltosi. Sono state scoperte armi inglesi avviate clandestinamente, sul suolo siriano sono già operativi commandos e forze speciali. L'obiettivo è di creare delle«zone liberate» così da legittimare l'intervento «umanitario» esterno.
Da tempo l'opposizione siriana ottiene armi (http://rt.com/news/syria-opposition-weapon-smuggling-843/). Obama pensa di replicare i successi libici: nessun uomo, nessun morto americano, ma consiglieri e soldi. Indiscrezioni raccolte dal Guardian sulla presenza di reparti speciali britannici e americani al fianco degli insorti. E le voci diffuse dal sito israeliano Debka (vicino al Mossad, ma informato) su truppe inglesi e qatariote con i ribelli a Homs.
Poi ci sono i mercenari libici. Dopo un incontro, in dicembre, di Ghalioun a Tripoli con i nuovi leader, centinaia di volontari libici sarebbero partiti per la Siria, sparpagliati tra Homs, Idlib e Rastan (http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_10/olimpio-siria-insorti_a9528996-53da-11e1-a1a9-e74b7d5bd021.shtml). La missione è coordinata dall'ex qaedista Abdelhakeem Belhaj, figura di spicco della nuova Libia, e dal suo vice Mahdi al Harati..











La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009







Commenti