La Digos a casa di Tiano A Cosenza film già visto

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COSENZA - Pescare nel mucchio per vedere che effetto fa. E restare con un pugno di mosche in mano. Ma, intanto, intimorire con una denuncia a piede libero. E lanciare un segnale d'avvertimento al movimento calabrese. All'alba, su mandato della Procura di Torino, la Digos di Cosenza si è presentata a Rogliano, nella valle del Savuto, a casa di Giuseppe Tiano, segretario provinciale dei chimici della Cgil. Portato in Questura, e sbrigati gli adempimenti di rito, è stato rilasciato, non prima che gli fosse notificata una denuncia in stato di libertà. Per lui le accuse di «violenza e minacce a pubblico ufficiale» in occasione della manifestazione No Tav in Val Susa del 3 luglio. 
Accuse tanto pesanti quanto inverosimili. Specie per chi conosce Tiano, «prestigioso dirigente sindacale della Filctem e della Cgil calabrese- ha dichiarato Mario Sinopoli, segretario regionale Fiom - da sempre impegnato nelle grandi battaglie civili e sociali che in questi ultimi anni lo hanno visto protagonista in decine di iniziative di massa in Calabria e nel resto del Paese. Giuseppe, che aborrisce la violenza, ha sempre combattuto le sue battaglie a viso aperto e pacificamente, si è sempre battuto in difesa dei diritti dei lavoratori, degli immigrati, dei rom e per tutti quelli a cui veniva calpestata la dignità. Combatte ogni giorno per il lavoro, per la democrazia e la giustizia sociale, in una terra martoriata da 'ndrangheta e mala-politica». 
Fa specie che il procuratore Caselli, di solito ben informato sui fatti di mafia, non sappia che Tiano è in prima linea contro 'ndrangheta e malaffare. E il business del Tav, com'è noto, fa gola alla mafia calabrese. Ma tant'è. Coincidenza vuole che ieri in città, per lanciare la manifestazione dell'11 febbraio, ci fosse Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. Che in un'affollata assemblea, alla ex stazione ferroviaria di piazza Matteotti, ha così commentato: «Solidarietà a Tiano, dirigente della Cgil impegnato da sempre a difesa dei diritti e della legalità. È sbagliato criminalizzare un movimento di popolo che esprime un'altra idea di sviluppo del territorio e di uso delle risorse. Ora tocca alla politica e alla sinistra pronunciarsi, non coprendosi dietro i provvedimenti della magistratura. A cui chiediamo che chiarisca le responsabilità di ognuno senza generalizzazioni». 
Tiano, presente in sala, si dice «fiducioso e sereno», rivendica la partecipazione «pacifica e democratica» ai cortei No Tav, ma ribadisce la preoccupazione per «il clima generale di compressione dei diritti e di agibilità democratica. Quello che è accaduto oggi è un film che Cosenza conosce bene sin dai tempi della retata al Sud Ribelle». Per il quale il 23 febbraio prossimo si terrà l'udienza in Cassazione. È previsto un presidio a Roma di fronte al Palazzaccio. «E io ci sarò, come sempre».

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