Acca Larentia, la lapide contestata

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«Odio comunista». Dagli antagonisti slogan che inneggiano alla strage

ROMA — Nuove lapidi e vecchi slogan. Trentaquattro anni dopo, la strage di Acca Larentia (dove il 7 gennaio '78 vennero uccisi tre militanti del Msi: Franco Bigonzetti e Franco Ciavatta, falcidiati da una skorpion poi finita alle Br; e Stefano Recchioni, colpito da un colpo sparato dai carabinieri) fa ancora discutere e litigare sinistra e destra, lontanissime ma, almeno per ieri, logisticamente vicine. 
Da una parte, su via Appia, il presidio antifascista dei compagni. Dall'altra, a poche centinaia di metri, il «presente» dei camerati, con le braccia protese nel saluto romano. Tra loro anche Andrea Insabato, autore nel 2000 dell'attentato al Manifesto. E, da una parte e dall'altra, i rigurgiti da anni '70. Gli antagonisti di sinistra bloccano la strada, urlando «10-100-1000 Acca Larentia». I «neri», 34 anni dopo la strage, cambiano la lapide davanti alla sezione dove vennero uccisi i tre ragazzi. Non più «Franco, Francesco e Stefano. Morti per la libertà e per un'Italia migliore», ma «Franco Bigonzetti 19 anni, Francesco Ciavatta 18 anni, Stefano Recchioni 20 anni. Assassinati dall'odio comunista e dai servi dello stato». Il responsabile della sezione, Carlo Giannotta, spiega: «Gianfranco Fini con Gasparri e La Russa, promisero un'Italia migliore. Hanno governato per 20 anni, ma abbiamo rimpianto Craxi e la Dc».
Le istituzioni prendono le distanze. Nicola Zingaretti, Pd, presidente della Provincia: «Roma — dice — deve rendere omaggio ai ragazzi assassinati ad Acca Larentia così come a tutte le altre vittime di destra e sinistra stroncate da un'idea esasperata del conflitto politico». Stefano Pedica, Idv: «Condanniamo gli slogan che poco rappresentano il clima di quegli anni bui». Il sindaco critica anche la lapide: «La dicitura giusta è vittime della violenza politica. Entrare nello specifico significa ripercorre una strada ideologica. Il coro 10-100-1000 Acca Larentia fa rabbrividire». Secondo Fabio Nobile (Pdci) «la nuova targa è un incitamento all'odio. Alemanno la faccia rimuovere». Per Francesco Storace (La Destra) «l'urlo sguaiato 10-100-1000 Acca Larentia è orrendo. Il Pd e la sinistra ne prendano le distanze». Acca Larentia sarà anche in un film: «Sangue sparso», che uscirà in estate e ripercorre gli anni dal 1978 al 1983 e le vittime sia di destra che di sinistra. Sceneggiatura di Emma Moriconi, moglie di Roberto Buonasorte, consigliere regionale de La Destra.
Polemiche anche a Palermo. Da una parte il corteo di CasaPound e altri gruppi di destra con striscioni come «Acca Larentia strage antifascista», dall'altra scritte come «più foibe meno fasci».

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