CasaPound esulta per la morte del giudice

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Saviotti«Ostilità militante». La procura apre un fascicolo per istigazione a delinquere

ROMA — Le corone di fiori, le lacrime dei colleghi e degli amici, il dolore degli investigatori e degli impiegati. Mentre in tribunale è incessante il via vai dalla camera ardente di Pietro Saviotti, su Facebook c'è chi esulta per la morte del capo del pool antiterrorismo, stroncato da un infarto mercoledì. «Questo 2012 si prospetta come un anno interessante... evviva», scrive Gianluca Iannone, leader di CasaPound. Per l'organizzazione di estrema destra il magistrato aveva la colpa di aver ottenuto l'arresto di un suo esponente, Alberto Palladino, tra i partecipanti a un raid contro cinque militanti del Pd. In 32, sul social network, apprezzano lo status di Iannone: «Io aspetto la dipartita di qualcun altro», commenta un utente. E un altro: «Bocca, Saviotti...avanti il prossimo...la lista è lunga e c'è l'imbarazzo della scelta». 
È bufera sull'organizzazione di Iannone. Decine i commenti indignati. Il procuratore reggente, Giancarlo Capaldo, apre un'inchiesta e l'affida al pm Eugenio Albamonte: l'accusa è di istigazione a delinquere perché, si spiega a piazzale Clodio, gli estremisti di CasaPound non sono «cittadini qualunque», ma «soggetti che coltivano un'ostilità militante» verso chi cerca di contrastare la violenza politica e il terrorismo. Iannone, che per ora non è indagato (toccherà alla polizia postale accertare se il profilo su Facebook è il suo), replica: «Una battuta infelice, ma nessuna istigazione». In serata l'inchiesta si allarga all'autore di un messaggio anonimo apparso su Indymedia Abruzzo: «Buone notizie: è crepato Pietro Saviotti. Ultimamente indagava sui pacchi spediti a Equitalia e sull'attacco alla camionetta degli sbirri a Roma il 15 ottobre. Uno in meno».
Alle farneticazioni online si contrappongono i commenti delle istituzioni e dei politici, che ricordano in Saviotti un serio e onesto servitore dello Stato. Il Quirinale invia le condoglianze alla famiglia con u messaggio che si conclude così: «Il presidente della Repubblica si associa al dolore della magistratura che perde con Pietro Saviotti una figura esemplare per il rigore e la dedizione con cui ha esercitato le proprie funzioni». Per il ministro della Giustizia, Paola Severino, sono «raccapriccianti le parole espresse sulla prematura scomparsa» del procuratore aggiunto. 
Esterrefatto il sindaco Gianni Alemanno: «È una cosa scellerata, un crimine, non ci posso credere. Saviotti era un vero uomo delle istituzioni, è una perdita grave per la nostra città». «Sono parole vergognose - sbotta la presidente della Regione, Renata Polverini -. Saviotti non merita questo ignobile oltraggio». Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, definisce le frasi di Iannone «vomitevoli e indegne per la razza umana». 
Dal centrosinistra è una levata di scudi: dal Pd all'Idv, da Rifondazione a Sel lo sdegno è corale. E comprende anche l'Udc. La vicepresidente dei deputati democratici, Rosa Villecco Calipari, avanza una richiesta concreta: valutare se ci siano gli estremi per chiudere l'organizzazione «culla di neofascisti». 
Lavinia Di Gianvito

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