Milano, caccia al pirata del Suv che ha travolto il vigile in bici

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L'agente trascinato per 300 metri: aveva cercato di bloccare l'auto

MILANO — Travolto da un Suv e trascinato per trecento metri. È morto così, ieri pomeriggio, Nicolò Savarino, un vigile di quartiere di 42 anni. La tragedia, in via Giovan Battista Varé, alla Bovisa, periferia nordovest di Milano. Savarino è stato investito durante un normale controllo di polizia urbana, mentre era in sella alla sua bicicletta, travolto da un fuoristrada «Bmw X5». A investirlo è stato uno sconosciuto che è poi scappato a tutta velocità.
Sull'auto, secondo le prime testimonianze, poteva esserci una seconda persona. Dopo i primi soccorsi, Nicolò Savarino è stato trasportato all'ospedale Niguarda, dove si è spento. Le parole di cordoglio del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: «Siamo sgomenti, non ci sono parole. Ma chi non c'è più, avrà giustizia». 
Ore 18.10: nel grande parcheggio di piazza Alfieri, Nicolò Savarino è in servizio insieme con un collega. Sta effettuando controlli nella zona. I due vigili sono entrambi in sella alle nuove biciclette bianche e verdi in dotazione alla polizia locale. Si fermano davanti a un camper che è parcheggiato in maniera irregolare. All'esterno, una persona anziana, un rom di etnia sinti di nazionalità italiana.
Gli agenti municipali gli si avvicinano: lo invitano a spostare il camper. L'uomo annuisce e si rivolge a chi è alla guida del van: «Sposta il camper, per favore». In quel momento arriva il Suv e, per motivi ancora da accertare, finisce con una ruota sopra il piede del nomade. Urla, confusione. Si accende una furiosa discussione. Gli agenti si dividono: uno si dirige verso il finestrino sinistro del Suv. Niccolò Savarino si mette con la sua bicicletta di fronte al «muso» della macchina. Il conducente affonda il piede sull'acceleratore e sgomma.
Il vigile viene travolto da oltre due tonnellate di ferro e rimane sotto le ruote del fuoristrada, incastrato con la bicicletta, mentre l'auto accelera. Il Suv lo trascina per circa trecento metri, straziandolo. Fino alla fermata dell'autobus 92, in via Varé. Una testimone, intanto, chiama il 113 per segnalare l'auto in fuga lungo via Imbonati. Scatta l'allarme. Sul luogo della tragedia arrivano tutte le pattuglie disponibili delle forze dell'ordine. Le condizioni di Niccolò Savarino appaiono subito disperate. Si tenta una rianimazione. Poi, vista l'inutilità dei tentativi, il vigile viene caricato sulla lettiga che parte per il pronto soccorso dell'ospedale di Niguarda. Ma i medici non possono che constatarne il decesso.
Dalla Bovisa a Dergano ad Affori scatta, a questo punto, la caccia all'omicida. Ogni segnalazione viene controllata e vagliata da vigili, carabinieri e polizia. Le indagini sono coordinate dal pm Mauro Clerici che ha chiesto anche tutti i filmati delle telecamere della zona. Al comando del Nucleo Radiomobile vengono accompagnati diversi testimoni: viene scagionato un automobilista, proprietario di una Bmw simile a quella del pirata, rintracciata in via Grioli, non lontano dal luogo dell'investimento. «No, non è lui».
Il sindaco Giuliano Pisapia ha raggiunto il luogo della tragedia insieme con l'assessore alla sicurezza, Marco Granelli, e con il comandante della polizia locale, Tullio Mastrangelo. In ospedale il sindaco ha poi incontrato la fidanzata della vittima: «Siamo sgomenti. Non ci sono parole per descrivere il dolore che prova tutta la città. Voglio esprimere la mia vicinanza ai familiari e ai colleghi del vigile ucciso». Cordoglio anche da parte di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia: «È un fatto raccapricciante e tristissimo che mette i brividi».

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