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12 Gennaio 2012
L'imprenditore Giuseppe Rotelli, alla guida del gruppo San Donato con 16 ospedali, si è aggiudicato il San Raffaele per 405 milioni (più accollo di 320 milioni di passività) a fronte dell'offerta originaria targata Ior-Malacalza di 250 milioni. Secondo fonti bancarie, la quota di indebitamento di Rotelli sarebbe minima rispetto alla liquidità propria. A breve l'operazione dovrebbe essere notificata all'Antitrust.
Per la proposta di Rotelli ora sarà decisiva, comunque, l'assemblea dei creditori che potrà accettarla o respingerla (è questo il senso del concordato): in base a essa i creditori rientreranno di circa tre quarti della loro esposizione. Però l'assemblea, da tempo fissata per il 23 gennaio, rischia di slittare a metà febbraio, se non oltre. Il motivo? Lasciare più tempo ai commissari nominati dal Tribunale, Rolando Brambilla, Salvatore Sanzo, Luigi Giovanni Saporito, per calcolare con precisione la massa di debiti del San Raffaele in vista del deposito della loro relazione finale. È uno slittamento che rischia di pesare ulteriormente sulla conduzione dell'ospedale indebolito da dieci mesi di bufera e senza continuità gestionale.
Una crisi che vede anche spese legali importanti: nelle carte preparate dagli uomini del Vaticano sono previsti almeno 8 milioni per avvocati e consulenti. Per i tre commissari è, invece, la legge a stabilire i compensi, parametrati alle grandezze patrimoniali (attivo e passivo) in gioco. Enrico Bondi, per esempio, per Parmalat prese oltre 30 milioni. Il Tribunale fallimentare deciderà, come detto, tra un minimo di 500 mila euro e un massimo 9 milioni e 200 mila euro. I consiglieri nominati dal Vaticano hanno, invece, lavorato gratis per il San Raffaele: nessun emolumento percepito, riferisce una fonte vicino al cda. Le dimissioni potrebbero anche essere obbligate visto che con l'uscita di Vittorio Malacalza, dopo la morte di don Verzé e le dimissioni dei professori Massimo Clementi e Maurizio Pini, se n'è andata la maggioranza dei consiglieri. Sarà ancora l'Associazione Monte Tabor, quella dei fedelissimi di don Verzé (i Sigilli) a nominare formalmente i nuovi amministratori? Lo statuto prevede questo. Ma il Tribunale sorveglia.











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