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18 Gennaio 2012
La questione ha però una spiegazione «regolamentare» prima che politica. Penati, sull'onda dello scandalo politico, ha lasciato nello scorso settembre il gruppo del Pd. In qualità di unico rappresentante del gruppo misto, la sua cooptazione ora nella commissione è un passaggio pressoché obbligato. Nessuna scelta, nessuna premeditazione. Burocrazia d'aula, piuttosto. Eppure il caso ha sollevato ieri la sua buona dose di polemiche. «Non prova vergogna il Pd per l'ingresso del plurindagato Penati nella commissione sul San Raffaele?», ha chiesto per esempio il capogruppo pdl Paolo Valentini, nel tentativo di difendere Formigoni dalle accuse piovute per l'affaire Ponzoni. «Entra in quanto unico componente del "misto", poiché tutti i gruppi devono essere rappresentati per regolamento. La polemica è chiaramente strumentale», la replica immediata dal centrosinistra.
Ma come ha ricordato ieri lo stesso Formigoni la «colpa» di Penati è quella di non essersi mai dimesso dal Pirellone. La nascita di un nuovo gruppo consiliare — ha sottolineato anzi lo stesso governatore — costituisce un onere aggiuntivo per le casse della Regione. Secondo una stima, 150 mila euro all'anno tra dirigenti, funzionari, spese di comunicazione varie. «Troppi», dice il dipietrista Stefano Zamponi, che oggi presenterà un progetto per abolire i minigruppi.











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