Centomila insegnanti in meno I disabili sono i più penalizzati

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LA SCUOLA IN CIFRE Il rapporto «secretato» dall'ex ministra Gelmini 
Dopo due anni di silenzio, sono tornati ad essere pubblici i dati sulla scuola. Il ministro Profumo ha infatti tolto dal cellophane le brochure La scuola in cifre 2009/2010, che Gelmini aveva secretato su indicazione del suo ex-addetto stampa (attuale primo dirigente del ministero) Zennaro - quello che crede che i neutrini viaggino più veloci grazie agli scienziati italiani, e che ci sia un tunnel Ginevra-Gran Sasso. In realtà, pur apprezzando l'atto, va sottolineato che questo libretto è solo una sintesi divulgativa di un più ampio rapporto, «La scuola statale in sintesi», del giugno 2010, i cui dati risalgono all'autunno 2009.
Solo la pubblicazione dei dati dell'ultimo biennio permetterà un bilancio tranchant del triennio-Gelmini. Dati che, cercando qua e là, sono in buona parte disponibili, soprattutto dopo l'incontro tra ministro e sindacati dello scorso 15 novembre, nel corso del quale è stata resa nota la composizione dell'organico di fatto dei docenti. Il primo dato è sull'organico di diritto sceso a 600.820, ben 81.120 in meno dall'avvio del ministero Gelmini. Ma una cosa sono i posti di diritto, altra quelli di fatto. Questa forbice si è allargata prima della Finanziaria 2008, col ministro Fioroni nel ruolo di don Abbondio, e mai più richiusa.
Così, nel 2008/2009 ai 35.911 posti di diritto tagliati ne vanno aggiunti altri 5 mila circa. Dagli organici di fatto di quest'anno emergerebbero appena 25.000 posti di differenza tra i due organici (erano 67.607 all'arrivo di Gelmini). È probabile che una parte di questi 25 mila si riferisca a due o più supplenti che occupano in complesso una sola cattedra spezzettata: ma la differenza di 42 mila precari in meno (valore massimo) e una proiezione su tre anni dei 5 mila precari tagliati nel primo anno, che darebbe un valore minimo di 15 mila, è comunque un numero che va aggiunto agli 81.120 posti tagliati, In attesa di avere i dati analitici, siamo tra i 100 e i 120 mila docenti in meno. Ai quali, per effetto della legge di stabilizzazione, se ne aggiungeranno altri 11 mila da collocare in disponibilità a stipendio ridotto, cioè all'80% della retribuzione di base, che è il 70% del salario: su uno stipendio di 1.300 euro, circa 700. Si dirà: ma almeno il precariato è diminuito. E invece no: il Rendiconto annuale per il 2010 della Corte dei Conti attesta che i precari costituiscono il 14,9% del corpo docente: la stessa percentuale dell'anno scolastico 2005/06.
Che i tagli siano serviti a stabilizzare i precari è dunque una balla. E non basta: perché il numero dei docenti è «dopato» dalla crescita degli insegnanti di sostegno, aumentati in un triennio di circa 10 mila unità: una cifra di cui Gelmini si è fatta vanto, omettendo il fatto che gli alunni disabili sono aumentati da 174.404 a 198.672, con un rapporto tra disabili e insegnanti di sostegno al di sotto dell'1/2. Tradotto dalle algide cifre alle reali condizioni di vita, ogni disabile ha un sostegno di 7/8 ore: c'è di che far riflettere l'anima cattolica del nuovo governo. Aggiungiamo che in questi tre anni gli alunni sono aumentati di 75 mila, mentre ci sono 12 mila classi in meno. Quanto ai collaboratori scolastici di fatto sappiamo che sono diminuiti di 44.500 unità: alle quali vanno aggiunti i circa 7 mila tagliati dai provvedimenti dello scorso luglio, e gli 11.857 posti «da accantonare» perché riservati alle ditte esterne. Non solo, non è vero che si chiamano le ditte perché i collaboratori scolastici non lavorano: sono i collaboratori a non essere assunti perché si debbono chiamare le ditte esterne. Ciliegina sulla torta, i posti da dirigente sono scesi, con gli accorpamenti, dai circa 10.150 agli attuali 7.210, e subiranno un'ulteriore riduzione di 1.300 unità: cioè quanti sono i posti assegnabili dal concorso per dirigente scolastico in corso, che quindi si avvia ad essere un concorso a posto zero.

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