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ROMA — Ben nove articoli del nuovo decreto legge sulle semplificazioni riguarderanno e accresceranno qualificazione e competitività di scuola, università e ricerca scientifica. La laurea perderà peso nei concorsi pubblici, anche se non ne verrà abolito il valore legale. Anche il voto non avrà più valore. In pratica tutta la seconda sezione del provvedimento: dall'articolo 54 all'articolo 62. E' questa una «corposa» novità del nuovo pacchetto preparato dal governo. Il testo del decreto (40 pagine e 67 articoli) che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri è stato illustrato ieri dal premier Mario Monti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L'ultimo via libera è stato dato ieri sera in una riunione a Palazzo Chigi tra Monti e il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. In questo modo, lunedì prossimo in Europa, il governo si presenterà con un altro incisivo intervento di modernizzazioni della macchina dello Stato: il secondo passo - dopo le liberalizzazioni - anch'esso chiestoci dalla Ue e dalla Bce. Internet sarà il principali alleato del cittadino e delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione. Una norma rafforzerà il potere della Commissione di garanzia per quanto riguarda l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un'altra modifica permetterà al ministro dei Beni culturali di varare norme tecniche per la sponsorizzazione connesse agli interventi conservativi. Mentre l'Ambiente assumerà il controllo di tutte le riserve a carattere nazionale e internazionale. Miglioreranno i rapporti tra cittadini, imprese e burocrazia: dai certificati anagrafici immediati per nascite e matrimoni, alla maggiore facilità per le imprese di assumere lavoratori stranieri extra Ue, e di ottenere un'autorizzazione unica in materia ambientale per le Pmi. Partirà anche una sperimentazione per cui le Regioni potranno trasformarsi in territori a «burocrazia zero».

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