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31 Gennaio 2012
"Giusta causa e conflitti di lavoro, si deve cambiare" La riforma Il governo punta a sfoltire le norme sugli atipici ma c´è tempo sul contratto unico
ROMA - L´articolo 18 entra nella trattativa sulla riforma del mercato del lavoro. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha ribadito ieri che non possono esserci argomenti tabù; ma, per la prima volta, ha anche spiegato che si cercherà una soluzione con i sindacati e ha cominciato a tratteggiare alcune vie d´uscita.Il ministro non ha escluso, dunque, l´ipotesi che per le nuove assunzioni a tempo indeterminato possa non essere previsto il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa (lo stabilisce l´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), e ha indicato tra gli interventi possibili quello di ridurre i tempi delle cause di lavoro per dare certezza alle imprese e anche agli eventuali investitori internazionali. Possibili anche soluzioni da sperimentare con accordi a livello regionale. Di certo chi è protetto oggi dall´articolo 18 non ha nulla da temere. E questo per aprire una trattativa con i sindacati è fondamentale.
Il confronto con le parti sociali - ha annunciato la Fornero intervenuta al programma "Otto e mezzo" sul La7 - riprenderà dopodomani a Palazzo Chigi. Dunque, non solo il lavoro ma anche le politiche fiscali. Tra gli obiettivi quello di far pagare «un po´ di più» i contratti flessibili. «Se per esigenze produttive il datore di lavoro ha bisogno di flessibilità è giusto che la paghi di più». Parole che vengono decisamente incontro alle richieste di Cgil, Cisl e Uil. Il governo punta a sfoltire la giungla dei contratti atipici (se ne sono contati fino a 46) ma non è detto che l´approdo finale sia quello del contratto unico. «Il contratto unico - ha sostenuto - mi pare eccessivo, bisogna cercare di rendere appetibile la stabilizzazione dei contratti». Come? La strada di nuovi sgravi fiscali per chi assume (il decreto Salva-Italia lo prevede già per giovani e donne) dipenderà molto dalle risorse disponibili. Anche per questo il negoziato si farà a Palazzo Chigi con il premier e ministro dell´Economia, Mario Monti.
La strategia del governo si sta ormai delineando. L´intento è quello di rendere il più possibile stabili i rapporti di lavoro per i giovani, sapendo che la riforma non dovrà entrare in vigore immediatamente tanto più in una fase economica recessiva. «Ma non dobbiamo rinunciare all´ottica di lungo periodo», ha detto la Fornero. Quindi, più contratti a tempo indeterminato. E qui c´è l´ostacolo dell´articolo 18, almeno per le imprese che lo considerano un disincentivo a crescere (lo Statuto si applica nelle aziende con più di 15 dipendenti) e pure un impedimento all´afflusso di capitali stranieri nel nostro Paese, in discesa progressiva dall´inizio della Grande crisi.
Il nodo dell´articolo 18, allora. «Ci sono almeno tre modi per affrontarlo e su due - ha detto il ministro - ho motivo di credere che i sindacati siano disposti a dialogare». E uno di questi è quello di ridurre i tempi dei processi per i licenziamenti senza giusta causa. Le sentenze definitive (magari con l´obbligo del reintegro) arrivano in genere dopo sei anni e spesso il tutto finisce con un accordo tra le parti per rescindere il rapporto di lavoro. La riduzione dei tempi è una strada che piace sia a Confindustria sia ai sindacati che domani si incontreranno tra loro in vista dell´appuntamento a Palazzo Chigi.











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