Nella Cgil si rafforza l'ala dura Sfida aperta in Confindustria

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Bombassei e Squinzi «saltano» il confronto pubblico

ROMA — Il nervosismo sull'articolo 18, innescato dalle parole di Mario Monti e dal decisionismo del ministro del Lavoro Elsa Fornero, dai partiti che sostengono il governo si trasmette alle parti sociali. In attesa del nuovo incontro tra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil, che si terrà mercoledì prossimo nella foresteria di Via Veneto per tentare un'intesa che tolga all'esecutivo qualsiasi scelta unilaterale, nel sindacato di Susanna Camusso alza la testa l'ala più radicale. Nicola Nicolosi, segretario confederale e coordinatore dell'area di minoranza, Lavoro Società (che fa capo a Giorgio Cremaschi, ndr) lancia la proposta di prepararsi per uno sciopero generale «se dovessero arrivare decisioni che cancellano o modificano in modo peggiorativo l'articolo 18».
In Confindustria, alle prese con una difficile successione a Emma Marcegaglia il cui mandato scade in maggio, i due sfidanti principali, Alberto Bombassei e Giorgio Squinzi, sono stati protagonisti di un gustoso scambio di colpi di fioretto. Insieme al terzo sfidante Andrea Riello, i due avrebbero dovuto partecipare al primo confronto «pubblico» il 7 febbraio a Mogliano Veneto. Ma ieri Squinzi, che si trova negli Usa da dove rientra domani, ha comunicato di non poter partecipare per un precedente impegno. Per lo staff di Bombassei si tratta di una incomprensibile marcia indietro visto che dal 20 gennaio erano stati diffusi gli inviti con i nomi dei partecipanti. Per quello di Squinzi le cose non stanno così: il 13 gennaio aveva comunicato la sua disponibilità fornendo tre date ma dal Veneto ne sarebbe spuntata una quarta non concordata. Un «incidente» di percorso corredato da uno scambio di lettere ed email con le quali i due diplomaticamente spiegano le loro ragioni. Il presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat si è detto «dispiaciuto della sua impossibilità a partecipare all'incontro» e «nutre ancora qualche speranza» di un ripensamento. Mentre i saggi devono ancora iniziare il monitoraggio tra le categorie e le associazioni, giovedì prossimo in Assolombarda Squinzi e Bombassei illustreranno, in sedi separate, il loro programma. Al centro della grande discussione sull'articolo 18 il problema resta quello del reintegro che Confindustria vorrebbe limitare solo ai casi eccezionali di discriminazioni. E su questo fronte sembra difficile credere che gli imprenditori possano dividersi anche se ci sono sensibilità diverse sull'approccio negoziale.
Il sindacato si muove con grande cautela. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni continua a predicare la calma e anche ieri si è sentito con Fornero per convincerla a evitare decisioni unilaterali. Susanna Camusso ha preferito il silenzio. Al suo posto ha parlato il segretario confederale Fulvio Fammoni che ha criticato il governo per «essersi inventato uno strano metodo, ci ha detto parlate tra voi poi ci rivediamo, ma se troviamo un accordo il ministro poi lo accetta?»
Quella dell'intesa tra le parti è una strada tutt'altro che semplice. Il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli ieri lo ha riconosciuto ammettendo che «non sarà facile trovare il consenso di tutti» e che i temi da affrontare sono tanti in un contesto dove «il ricorso al nero è diffusissimo». Oggi il ministro Fornero interverrà a Sky ospite di Maria Latella e vedremo quali novità porterà. Atteso anche un passo avanti sull'arbitrato, varato dal governo Berlusconi nel 2010, ma scaduto nella sua applicazione nel novembre scorso. La legge prevede che da allora il governo ha sei mesi di tempo (entro maggio) per convincere le parti a trovare una intesa, altrimenti può varare un decreto. L'arbitrato comunque sarà in via sperimentale e non si occuperà di licenziamenti.

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