«Navigare vicino al litorale è una prassi turistica»

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GENOVA - Giovanni Azzaro, 32 anni, in Costa crociere da quasi 9, assistente del direttore di crociera (vale a dire responsabile del back-office e dell'organizzazione del dipartimento divertimento sulle navi) è tra gli organizzatori della manifestazione di solidarietà ai colleghi, agli ospiti e alle famiglie delle vittime coinvolte nel tragico naufragio della nave Concordia all'isola del Giglio, lo scorso 13 gennaio. 
Il corteo con 400 dipendenti ed ex-dipendenti domenica pomeriggio da piazza de Ferrari ha raggiunto la sede nazionale della Costa a Piccapietra con lo striscione «L'equipaggio c'è». 
Che cosa ha pensato vedendo le prime immagini dell'incidente della Concordia?
La prima reazione è stata incredulità. Ho iniziato a lavorare per Costa che dovevo compiere 23 anni e da allora ho sempre navigato. Tutto l'equipaggio riceve training, formazione, appena imbarchiamo e anche prima. Se non le passi non ti fanno imbarcare. Quello che mi ha sorpreso di più è stato vedere la nave inclinata in quella maniera strana che impediva lo sbarco delle persone in sicurezza. Le lance hanno sbattuto. Poi mi ha colpito lo shock e la paura delle persone a bordo. Ho fatto due contratti, due stagioni, sulla Concordia, sono sbarcato il 6 dicembre. La nave è stupenda, è una nave supertecnologica. Il senso della sicurezza c'è. 
Ha lavorato anche con il comandante Schettino. Che cosa ne pensa?
Navigava da tanti anni. Il suo lavoro lo conosceva sicuramente. Quello che è successo in quel momento non devo dirlo io. Tuttavia mi ha stupito che altri come Dimitri (Christidis, comandante in seconda, ndr) fossero con lui sulla lancia di salvataggio. Molti si sono comportati coraggiosamente. Quel che è importante è che il resto dell'equipaggio non venga diffamato o messo a rischio per l'errore umano di qualcuno. 
In questi giorni avete dovuto difendere la vostra professionalità? 
Tante cose che si dicono non sono vere. Sono notizie prese da gente che non sa, parla per sentito dire. Molti, è chiaro, giustamente esprimono un senso di malessere, si può capire. 
Avete avuto rassicurazioni dal management sul futuro della compagnia?
Secondo le dichiarazioni del nostro presidente (Pier Luigi Foschi, ndr) il lavoro dei dipendenti non è in dubbio, la flotta è grande, lavoriamo seriamente, la compagnia è solida e ha un'ottima reputazione. Ripeto, le navi sono dei gioielli, sono perfette. Se qualcosa fa scattare un errore è la mano umana. Le macchine funzionano. 
Le scialuppe si usano mai?
Sì, durante un certo tipo di crociera quando ci sono i cosiddetti sbarchi in rada. Nei porti non provvisti di banchina, la nave viene ancorata al largo del porto, vengono calate le scialuppe di salvataggio o quelle di terra, gli ospiti vengono riuniti, scaglionati in gruppi di 70-80 persone e accompagnati a terra. Con due lance in un'ora si sbarcano quattromila persone tra equipaggio e ospiti. 
Le è mai capitato di passare così sottocosta rispetto al Giglio? 
Beh, sì, si fa. Al Giglio ma anche in tanti altri posti. Ci si avvicina alla costa, non così attaccati, chiaramente, per permettere di fare una navigazione turistica. La gente adora queste cose. La manovra permette di passare vicino a posti splendidi e lasciare un ricordo non solo degli scali, ma anche della navigazione. È molto bello far vedere la terra dal mare. Fa molto crociera.

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