Nel mondo 200 milioni di disoccupati creare 600 milioni di posti in 10 anni

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Nel mondo 200 milioni di disoccupati creare 600 milioni di posti in 10 anni

Il rapporto segnala tra l'altro che tra i senza lavoro 74,8 milioni hanno tra i 15 e i 24 anni e che quest'anno altri tre milioni di persone resteranno senza un'occupazione. L'Organizzazione esorta i governanti ad agire in modo "deciso e coordinato" ROMA - Nel mondo ci sono 200 milioni di disoccupati, tra questi 74 milioni e 800mila hanno tra i 15 e i 24 anni e nel 2012 altri tre milioni di persone rimarranno senza lavoro. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) intitolato "Tendenze globali dell'occupazione 2012: prevenire una crisi ancora più profonda". Per poter garantire una crescita sostenibile e mantenere la coesione sociale, la "sfida urgente" è creare 600 milioni di posti di lavoro produttivi nei prossimi dieci anni. E per farlo i governanti dovrebbero agire in modo "deciso e coordinato" per fare in modo che il settore privato "possa tornare ad essere il principale motore della creazione di posti di lavoro".


La ripresa economica, spiega l'Organizzazione mondiale del lavoro, è stata "più debole del previsto" e come risultato "è difficile che i mercati del lavoro si riprendano dalla tensione che li ha tenuti sotto pressione dall'inizio della crisi". "Dopo tre anni di crisi continuata dei mercati del lavoro e di fronte alla prospettiva di un ulteriore peggioramento della situazione economica mondiale - scrive l'Ilo - la disoccupazione mondiale ha raggiunto la cifra di 200 milioni di unità" (27 milioni in più rispetto all'inizio della crisi, visto che la ripresa del 2009 è stata "di breve respiro"). Nei prossimi dieci anni sarebbero necessari oltre 400 milioni di nuovi posti di lavoro per assorbire la crescita annuale di manodopera stimata in 40 milioni l'anno.

Il mondo dovrà poi confrontarsi con un'ulteriore sfida: creare posti di lavoro dignitoso per circa 900 milioni di lavoratori che vivono sotto la soglia di povertà dei due dollari al giorno, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. "Il fatto che le economie non creino posti di lavoro sufficienti - osserva l'Ilo - si ripercuote nel rapporto occupazione-popolazione, che ha registrato un declino record tra il 2007 (61,2%) e il 2010 (60,2%).

"Nonostante il vigoroso impegno dei governi, la crisi dell'occupazione continua senza sosta, con un lavoratore su tre nel mondo (circa 1,1 miliardi di persone) che è disoccupato o vive al di sotto della soglia di povertà", sottolinea il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia. "Quello che serve - aggiunge - è che la creazione di posti di lavoro nell'economia reale diventi la nostra priorità numero uno".

I giovani continuano ad essere le principali vittime della crisi occupazionale, evidenzia il rapporto, che avverte: "Viste le tendenze attuali, sono poche le speranze di vedere un sostanziale miglioramento delle loro prospettive di impiego nel breve termine". Secondo l'Ilo nel 2011 erano disoccupati 74,8 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni, quattro milioni in più rispetto al 2007: a livello globale, un giovane ha circa tre possibilità in più di essere disoccupato rispetto a un adulto.

Aumentano inoltre i lavoratori con un impiego "vulnerabile": nel 2011 ammontavano a 1,52 miliardi, 136 milioni in più rispetto al 2000 e circa 23 milioni in più dal 2009. In particolare, il 50,5% delle donne ha un'occupazione "vulnerabile", rispetto al 48,2% degli uomini.

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