Meno consumi, più bollette e un piede nella povertà: gli anziani nel tempo della crisi

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Rapporto Auser: con la crisi, le manovre, la riforma delle pensioni sono tempi duri per gli over65. Calano i servizi comunali (-28%), crescono le liste di attesa per gli interventi di contrasto alla non autosufficienza, aumentano le spese per le utenze

ROMA - Con la crisi, le nuove manovre, la riforma delle pensioni sono tempi duri per gli over65 italiani, i più colpiti dal periodo difficile che il paese sta vivendo. A mettere a fuoco il problema, addentrandosi nelle statistiche, è l'Auser, che ha presentato oggi il "Rapporto sulle condizioni sociali degli anziani in Italia". Ne è uscito un quadro a tinte fosche: oltre a fare i conti con i propri problemi, gli anziani spesso devono correre in aiuto di figli e nipoti. Il rischio di caduta nella povertà è elevato per molti.

Il primo segno dei tempi è la riduzione dei servizi comunali per gli anziani:-28% di proposte di bando comunale dedicate ai loro. Parallelamente, crescono le liste di attesa regionali per gli interventi domiciliari di contrasto alla non autosufficienza, con situazioni particolarmente delicate in Calabria, Campania, Lazio e Piemonte. Secondo segnale: negli ultimi otto anni un anziano solo è stato costretto a tagliare le spese per l'alimentazione dell'1,7%. A risentirne è la salute, poiché vengono a mancare mediamente 400 calorie giornaliere. Tagli anche per l’abbigliamento e le calzature (-0,8%), per l’arredamento (-0,8%) e per i servizi sanitari (-0,6%). Le uniche a crescere sono le spese per l’abitazione e l’energia (+2,9%) e per i trasporti (+0,7%). è solo con questi aumenti che si giustifica la maggior spesa media mensile registrata tra il 2003 e il 2010 (+284 euro). La situazione non si discosta molto considerando una coppia senza figli con capofamiglia ultra65enne. A questo si aggiunge la nuova manovra finanziaria, che secondo l'Auser porterà nel 2012 fino a un +5% della spesa per l’abitazione e i consumi energetici. "In base a nostre stime - si legge nel rapporto -, le ricadute della manovra a regime saranno pari a 887 euro annui a famiglia, ai quali bisogna aggiungere la cifra già prodotta dalle precedenti manovre, che porterebbe il totale a 3.002 euro annui a famiglia". Senza dimenticare l'aumento delle tariffe di luce e gas (+4,8% e +2,7% dallo scorso gennaio). Un ulteriore segnale del disagio economico è il forte incremento delle vendite della nuda proprietà, soprattutto da parte di persone over60, per esigenze di liquidità.

Tutto questo si traduce, nelle stime dell'Istat, con 2,3 milioni di pensionati poveri. Nel 2011 (dati Inps), su un totale di 5,269.493 pensioni di vecchiaia circa il 52% ha un importo inferiore ai 500 euro mensili e il 78% non supera i 750 euro. Relativamente alle pensioni di anzianità, invece, più del 30% delle prestazioni non supera la soglia dei 900 euro. Nell’ultimo triennio circa il 13% degli anziani era in condizioni di povertà relativa (con incidenza in aumento) e il 5,5% in condizione di povertà assoluta, con valori in crescita al Nord e nel Centro (+0,5%), ma in calo a Sud (-0,5%). Dal canto loro, gli anziani sono ben consapevoli di ciò che accade intorno a loro: nel 2011 l'81,5% indica un deterioramento della propria condizione economica rispetto al 74,8% dell’anno precedente (dati Eurispes). (gig)  

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