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22 Febbraio 2012
Secondo una ricerca condotta da Fvp e Cnv su oltre 2.000 associazioni, il volontariato è investito da una crisi generazionale e da una disparità di genere, soprattutto ai vertici. I volontari, complessivamente, aumentano. E la crisi non spaventa
FIRENZE - Soltanto due volontari su dieci hanno meno di 35 anni. E’ questo uno dei dati principali che emerge dalla ricerca “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia”, condotta su 2.012 associazioni estratte dall'universo di tutte quelle iscritte ai registri regionali/provinciali e promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv), una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità, e che esce alla vigilia del salone nazionale del volontariato, al via domani a Lucca.Crisi generazionale - Dai dati della rilevazione Fvp-Cnv viene confermata l’esistenza di una crisi generazionale del volontariato italiano. Su 100 soci ‘attivi’ nelle OdV del campione, meno di 23 hanno meno di 35 anni. Occorre comunque osservare, si spiega nella ricerca, che le percentuali della presenza ‘attiva’ dei giovani nelle OdV intervistate non sono così differenti dalla struttura demografica italiana.
Carenza di giovani anche ai vertici delle associazioni, visto che solo il 5% dei presidenti delle OdV non operanti nel campo della donazione ha meno di 35 anni. Per le associazioni della donazione la percentuale scende al 3%.
Poche donne - Tra gli aspetti negativi della ricerca, anche la carenza di donne nei vertici delle associazioni. Emerge infatti che il presidente è maschio in 2 OdV su 3 (66,3%). Percentuale ancora più bassa nel campo della donazione, dove le donne ricoprono la carica di presidente solo nel 20% dei casi (1 su 5).
Incremento dei volontari - Tra i dati positivi, si registra l’aumento generale dei volontari nelle associazioni, il 57% delle quali dichiara di avere incrementato i propri volontari nel 2011. A livello territoriale il dato dell’aumento dei volontari pare abbastanza omogeneo, anche se al sud e nelle isole aumentano in modo più considerevole (circa del 59%). Per quanto riguarda i settori, l’aumento più consistente si registra in campo internazionale e nei beni culturali.
Secondo la ricerca, risulta inoltre che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%).
Volontari stranieri - Per quanto riguarda i volontari stranieri, il 28,08% delle OdV hanno volontari di origine straniera, ma soltanto il 14,9% delle OdV intervistate dichiara di avere cittadini extra-comunitari tra i propri volontari. Il coinvolgimento dei cittadini extra-comunitari nelle OdV risulta dunque un fenomeno episodico ed eccezionale nel panorama del volontariato istituzionalizzato italiano. Nel campo della donazione, invece, tra le OdV intervistate, il 33,8% ha cittadini extra-comunitari tra i propri volontari.
Il volontariato resiste alla crisi - Infine, la ricerca mette in evidenza che il volontariato resiste alla crisi. Secondo lo studio, anche in tempi di recessione si registra “una tenuta delle fonti economiche derivanti dalla base associativa, dal radicamento territoriale e dal consenso sociale delle OdV”. Questo perché “i soci ed i cittadini, più che altri soggetti, costituiscono, nel totale delle OdV intervistate, coloro che hanno reso possibile, nel 2011, la costituzione del patrimonio e dunque la realizzazione delle attività delle OdV. Le fonti di natura istituzionale (contributi e convenzioni da enti pubblici) costituiscono sicuramente un ausilio rilevante, ma solo per una OdV su 4”. (js)
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