Con il 'watermanagement' le città a prova di pioggia diventano le più vivibili

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Il "Rapporto sui diritti globali 2011" sottolinea come i vantaggi delle 'green streets' non si limitano alla raccolta e il riutilizzo delle acque, ma rendono anche l'aria e l'acqua più pulite, migliorano la vivibilità dei quartieri, incrementano il valore della zona, rendono più sicuri i percorsi per pedoni e ciclisti, aggiungono alla città spazi verdi e habitat selvatici.
Portland, 24 ott. (Adnkronos) - Progettare città che sfruttino la pioggia come risorsa, può non solo evitare disagi ai cittadini, ma anche migliorare la qualità della vita. E' il 'watermanagement' che nel mondo vanta già esempi di successo, come a Portland dove, secondo i dati aggiornati al 2011 del Portland Bureau of Environmental Services, grazie alle cosiddette 'strade verdi' la città gestisce annualmente 140 milioni di litri d'acqua piovana e il loro potenziamento consentirebbe di alzare tale soglia sino a 30 miliardi di litri l'anno.

Lo riporta il "Rapporto sui diritti globali 2011", pubblicato da Ediesse Editore, sottolineando come i vantaggi delle 'green streets' non si limitano alla raccolta e il riutilizzo delle acque, ma rendono anche l'aria e l'acqua più pulite, migliorano la vivibilità dei quartieri, incrementano il valore della zona, rendono più sicuri i percorsi per pedoni e ciclisti, aggiungono alla città spazi verdi e habitat selvatici.

In più, riducono sensibilmente le acque meteoriche di dilavamento, abbattendo insieme alla quantità di pioggia che dalla strada finisce nella rete fognaria e di lì in fiumi e corsi d'acqua, anche le polveri sottili, il particolato e gli inquinanti che la pioggia stessa assorbe dal manto stradale.

Non stupisce che il progetto si sia meritato il premio per l'innovazione dell'Associazione nazionale dei paesaggisti statunitensi. Ecco di cosa si tratta. La città di Portland, nell'Oregon, nel 2007 ha messo in pratica un progetto per la gestione sostenibile delle acque piovane secondo il concetto generale del watermanagement innovativo.

Nella pratica, a Portland si è agito con lo scopo di disconnettere il deflusso delle acque piovane dalla rete fognaria, fare in modo che l'acqua meteorica venga raccolta localmente, fito-purificata, fitodepurata e infiltrata nella falda acquifera.

Una vera e propria 'raccolta differenziata delle acque' che non si avvale di infrastrutture pesanti e invasive, ma utilizza l'architettura del paesaggio: giardini della pioggia, tetti giardino, strade verdi e giardini filtranti, diffusi in tutta la città che sostituiscono le superfici impermeabili in città con superfici permeabili ricche di vegetazione, capaci di assorbire e filtrare l'acqua, e all'occorrenza anche di immagazzinarla.

L'applicazione è semplice e poco costosa: vengono create fasce verdi lungo strade e marciapiedi che, con le opportune pendenze, fanno confluire l'acqua piovana nelle aree di raccolta, dove verrà filtrata dal terreno e depurata naturalmente, finendo per confluire nella falda acquifera. A questo si associano piante locali con grande capacità di ritenzione idrica, sassi e ghiaie in grado di rallentare il deflusso dell'acqua.

La municipalità di Portland si è inoltre impegnata in una campagna di promozione di tetti giardino, giardini della pioggia e strade verdi, progettando i nuovi quartieri e restaurando i vecchi in un'ottica di gestione sostenibile delle acque piovane, e concedendo incentivi e consulenza tecnica gratuita ai residenti che vogliano realizzare un giardino sul proprio tetto, o un giardino della pioggia davanti la propria abitazione.

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